IL FAVOLOSO MONDO DI AMÉLIE
Qualche giorno fa mi è capitato di riguardare un film che mi aveva fatto vedere mia madre quando ero più piccola e mi sono resa conto che non avevo mai capito del tutto la trama, credo a causa della sua complessità.
Il film di cui parlo è “il favoloso mondo di Amélie”, una commedia romantica degli anni 2000, ambientata nella Parigi degli anni ‘90.
Questo film tratta la storia della giovane Amélie, che dopo aver passato un’infanzia difficile tra le opprimenti pareti di casa, riesce finalmente a realizzare il suo più grande sogno: lasciare il nucleo familiare. Raggiunta la maggiore età lascia il padre, che non ha mai superato la morte della moglie avvenuta 10 anni prima, e trova un lavoro come cameriera in bar di Montmartre. La sua vita scorre tranquilla finché un giorno trova per caso una scatoletta di latta nascosta dietro una mattonella nel suo appartamento. aprendola trova delle foto e dei giocattoli, capisce che probabilmente quella scatola in passato apparteneva un bambino che molti anni prima aveva abitato in quell'appartamento.
Questo porta Amélie a cercare l’ex inquilino, proprietario della scatoletta, per restituirgliela e vedendo le conseguenze positive del suo gesto decide di dedicarsi alle persone che le stanno attorno per migliorare la loro vita.
Amélie è un personaggio molto particolare, infatti a causa del carattere eccentrico dei genitori, che non l’hanno mai fatta andare a scuola, istruendola da casa, Amélie sviluppa una grossa timidezza e una certa difficoltà a instaurare rapporti duraturi e solidi con le persone.
Un giorno in metrò Amélie incontra Nino Quincampoix, uno strano ragazzo che colleziona le foto tessere che le persone scartano nelle macchinette alle fermate della metrò, e se ne innamora. Proprio a causa della sua enorme difficoltà a socializzare ci vorrà un po’ prima che Amélie riesca a rivelargli i propri sentimenti.
Penso che questo film sia davvero magnifico. Ho adorato le sfumature caratteriali di ogni personaggio e in qualche momento mi sono persino riconosciuta in alcuni atteggiamenti della protagonista.
Mi è piaciuta la fotografia, che grazie alle tonalità calde e i colori pastello mi ricordano delle vecchie cartoline. Penso che Parigi fosse la città più adatta in cui sviluppare questa storia, riuscendo a rendere tutto più armonioso.
Anna Iseppi

Io andai a vederlo al cinema quando uscì nel 2001. Avevo tredici anni e anch'io non lo compresi appieno, ma apprezzai comunque l'originalità della fotografia e della sceneggiatura.
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