Avete mai pensato a come si sente una ragazza straniera che si ritrova da un giorno all’altro in un paese di cui non conosce neanche la lingua? No...? Allora oggi vi parlerò di come mi sono sentita io: una ragazza straniera che si è ritrovata da un giorno all'altro in un paese di cui non conosce neanche la lingua.
Era il 29 luglio del 2016 quando misi piede per la prima volta in Italia, era notte e non mi sembrava di essere in un altro paese, credevo di essere ancora in Marocco, solo quando ho visto mio zio aspettarci davanti alla sua macchina, mi sono resa conto che le cose non sarebbero più state le stesse; per esempio essere tornata a vivere con mio padre che non avevo più visto da tre anni, oppure non sentire più l’arabo ma sentire una lingua sconosciuta alle mie orecchie, o anche vedere delle persone diverse da come ero abituata a vederle prima.
Arrivò presto il primo giorno di scuola, mi avevano messo in 2°A nonostante avessi 15 anni, avevo quindi due anni più di loro. Ero spaventata, terrorizzata, ansiosa e mi sentivo fuori luogo, e una volta entrata in classe tutte queste emozioni si sono triplicate. Ricordo che tutti mi guardavano straniti e ricordo che anche loro per me erano strani perché non rispecchiano la mia idea di normalità. La prof cercava di parlarmi ma io non capivo niente, per fortuna però, c’era un ragazzo marocchino che faceva da traduttore tra me e la prof e grazie al suo aiuto tutta la classe è riuscita a farsi un’idea di chi fossi. Durante l’intervallo si sono avvicinati a me i miei compagni presentandosi amichevolmente e spiegandomi le regole della scuola, questo loro comportamento mi ha fatto sentire accettata e questo mi rendeva felice.
I problemi cominciarono però ad arrivare già dai primi giorni, con l’arrivo delle verifiche e delle interrogazioni che si aggiunsero alle mie difficoltà nella lingua italiana, questo mi faceva stare molto male perché il fatto di riuscirci mi dava fastidio. Oltre a questi problemi educativi anche il comportamento dei miei compagni nei miei confronti era cambiato, infatti la maggior parte di loro non mi rivolgeva più la parola e con gli altri le conversazioni erano veramente poche. Passarono gli anni e nonostante ciò le difficoltà continuarono ad aumentare, molto spesso infatti mi capitava di desiderare di tornare in Marocco e di abbandonare per sempre l’Italia, ma ripensandoci più volte mi rendevo conto che facendo così tutti gli sforzi che avevano fatti i miei genitori soprattutto mio padre sarebbero stati inutili.
Ho deciso di resistere e di andare avanti solo per loro, ed è per merito loro se oggi sono qui a scrivere questo articolo, perché mi hanno sempre spinta ad andare avanti e a inseguire i miei sogni. Oggi non sono più la ragazza di cinque anni fa, sono molto migliorata nella lingua italiana e trovo molto meno difficoltà, non mi sento più fuori luogo in mezzo ai miei compagni e non provo più paura e terrore nell’esprimere ciò che sento.
Bene, adesso che sai come si sente una ragazza straniera che si ritrova in un paese di cui non conosce neanche la lingua mi auguro che tu ragazzo italiano o ragazza italiana che cercherai di accogliere il tuo nuovo compagno di classe straniero e cercherai di aiutarlo nel tuo piccolo al fine di farlo sentire accolto e benvoluto, perché tutti noi bene o male abbiamo delle difficoltà in qualcosa e trovare qualcuno che ci aiuti a superare questi ostacoli è sempre utile. Cerchiamo di aiutare il più possibile le persone perché un giorno potremmo avere bisogno noi di aiuto e non trovarlo. Nella mia classe è arrivata una nuova compagna straniera, mi sono rivista in lei, e sapendo cosa sta passando ho deciso di aiutarla e continuerò a farlo finché ne avrà bisogno, perché così come io sono stata aiutata in passato ora anche questa ragazza ha diritto di essere aiutata.
Cerchiamo di essere più gentili e più buoni nei confronti delle persone che ci circondano perché se tutti facessimo così vivremmo in un mondo migliore.
Arrivò presto il primo giorno di scuola, mi avevano messo in 2°A nonostante avessi 15 anni, avevo quindi due anni più di loro. Ero spaventata, terrorizzata, ansiosa e mi sentivo fuori luogo, e una volta entrata in classe tutte queste emozioni si sono triplicate. Ricordo che tutti mi guardavano straniti e ricordo che anche loro per me erano strani perché non rispecchiano la mia idea di normalità. La prof cercava di parlarmi ma io non capivo niente, per fortuna però, c’era un ragazzo marocchino che faceva da traduttore tra me e la prof e grazie al suo aiuto tutta la classe è riuscita a farsi un’idea di chi fossi. Durante l’intervallo si sono avvicinati a me i miei compagni presentandosi amichevolmente e spiegandomi le regole della scuola, questo loro comportamento mi ha fatto sentire accettata e questo mi rendeva felice.
I problemi cominciarono però ad arrivare già dai primi giorni, con l’arrivo delle verifiche e delle interrogazioni che si aggiunsero alle mie difficoltà nella lingua italiana, questo mi faceva stare molto male perché il fatto di riuscirci mi dava fastidio. Oltre a questi problemi educativi anche il comportamento dei miei compagni nei miei confronti era cambiato, infatti la maggior parte di loro non mi rivolgeva più la parola e con gli altri le conversazioni erano veramente poche. Passarono gli anni e nonostante ciò le difficoltà continuarono ad aumentare, molto spesso infatti mi capitava di desiderare di tornare in Marocco e di abbandonare per sempre l’Italia, ma ripensandoci più volte mi rendevo conto che facendo così tutti gli sforzi che avevano fatti i miei genitori soprattutto mio padre sarebbero stati inutili.
Ho deciso di resistere e di andare avanti solo per loro, ed è per merito loro se oggi sono qui a scrivere questo articolo, perché mi hanno sempre spinta ad andare avanti e a inseguire i miei sogni. Oggi non sono più la ragazza di cinque anni fa, sono molto migliorata nella lingua italiana e trovo molto meno difficoltà, non mi sento più fuori luogo in mezzo ai miei compagni e non provo più paura e terrore nell’esprimere ciò che sento.
Bene, adesso che sai come si sente una ragazza straniera che si ritrova in un paese di cui non conosce neanche la lingua mi auguro che tu ragazzo italiano o ragazza italiana che cercherai di accogliere il tuo nuovo compagno di classe straniero e cercherai di aiutarlo nel tuo piccolo al fine di farlo sentire accolto e benvoluto, perché tutti noi bene o male abbiamo delle difficoltà in qualcosa e trovare qualcuno che ci aiuti a superare questi ostacoli è sempre utile. Cerchiamo di aiutare il più possibile le persone perché un giorno potremmo avere bisogno noi di aiuto e non trovarlo. Nella mia classe è arrivata una nuova compagna straniera, mi sono rivista in lei, e sapendo cosa sta passando ho deciso di aiutarla e continuerò a farlo finché ne avrà bisogno, perché così come io sono stata aiutata in passato ora anche questa ragazza ha diritto di essere aiutata.
Cerchiamo di essere più gentili e più buoni nei confronti delle persone che ci circondano perché se tutti facessimo così vivremmo in un mondo migliore.
Halima Mouhaddab 3CL

Mi è piaciuto tantissimo leggere quello che hai scritto, Halima. Hai fatto bene a parlare della tua esperienza di immigrazione. Sono sicuro che non tutti immaginassero i disagi che hai provato e che hai descritto così bene. Ricorda che le tue origini saranno sempre una ricchezza per te stessa e per tutti noi.
RispondiEliminaMolto interessante, è importante raccontare le proprie esperienze per far capire a tutti com'è veramente trovarsi in una città sconosciuta. Mi ha fatto piacere che hai raccontato una cosa personale qua, in modo che d'ora in poi, cercherò di dare il meglio in caso ci sia una ragazza proveniente da un paese diverso, in modo da integrarla con noi.
RispondiEliminaA parer mio hai fatto benissimo a parlarne.
RispondiEliminaIo penso sia un tema molto sottovalutato e preso in modo molto scontato, e che noi non dobbiamo fare nulla per queste ragazze/ragazzi che vengono da fuori, senza preoccuparci a farli integrare con noi.
Che penso sia molto importante.
Non avevo mai sentito parlare delle proprie esperienze in modo cosi diretto, ma secondo me, può essere molto utile, sia noi per fare integrare persone straniere, sia a voi come conforto a altre persone provenienti da fuori.
RispondiEliminaIl tuo post ci da un bellissimo insegnamento: aiutare chi è in difficoltà.
Non è un atteggiamento che ci viene spontaneo, spesso pensiamo " ma si tanto ci sarà sicuramente qualcuno che lo/a aiuterà", troppo concentrati sui nostri problemi.
Hai spiegato come molte persone cerchino di celare delle difficoltà pur essendo evidenti, ma escono ugualmente vincenti dalla loro impresa a causa della non curanza delle persone attorno a loro.
La mia idea è che siamo eccessivamente egocentrici, troppo interessati al nostro io da pensare che solo noi abbiamo certi problemi e che gli altri devono aiutare noi e non viceversa.
Ci hai aperto gli occhi verso una situazione davvero particolare e che non siamo mai stati in grado di apprendere davvero. Tutti i sentimenti che si provano lontani dal proprio paese d'orgine, in una terra straniera e una lingua a noi sconosciuta.
Dovremmo arricchirci dei veri valori della vita come la gentilezza e la comprensione, per abbandonare l'apatia e l'individualismo.