Ramadan: e voi vorreste provare?


Probabilmente tutti avrete sentito parlare del Ramadan e oggi volevo condividere con voi la mia prima giornata di questo bellissimo mese. Non è il primo anno che lo faccio, ogni anno, però, il primo giorno risulta il più difficile ma partiamo dall’inizio e vi dico cos’è intanto. 

Il Ramadan è uno dei cinque pilastri dell’Islam e si tratta del nono mese del calendario islamico, secondo il quale saremmo nel 1442: lo so è strano considerando che se pensiamo al Quattrocento ci viene in mente il periodo dell’Umanesimo che studiamo a scuola. Si tratta di un mese che non ha una data fissa di inizio ma cambia ogni anno perché dipende dal fenomeno della luna crescente. 

Il Ramadan consiste nel digiunare dall’alba al tramonto ma non digiunare nel senso solo di non mangiare e non bere, si tratta, anche, di una sorta di astinenza dalle cose che possono suscitare piacere ma soprattutto è un mese in cui ci si mette nei panni di coloro che non si possono permettere ogni giorno del cibo caldo oltre a essere un periodo in cui ci si avvicina di più a Dio. Quando dico che devo digiunare per un mese dall’alba al tramonto vengo assalita da domande e affermazioni come “Ma come fai a non mangiare??”, “Io morirei, non ce la farei” , “Ma non si può stare un mese senza mangiare”...vi assicuro che non si muore infatti sono già diversi anni che lo faccio e non mi è mai successo niente. Ovviamente ci sono categorie di persone che sono esonerate dal farlo come persone con malattie, donne incinte o che allattano e le ragazze con le mestruazioni e altre occasioni. I giorni persi però vanno recuperati successivamente.


Questo mese è molto caro ai musulmani e non potete capire la felicità che si prova. Ora vi starete chiedendo “Ma che felicità si prova nel morire di fame?” ed è comprensibile ma si tratta di fede e quando si crede in qualcosa come si fa a non accettarla? Con questo post oggi voglio condividere con voi le mie sensazioni o almeno ci proverò.


Oggi è stato il mio primo giorno ed è sempre il più duro ma a dire la verità questa volta non più di tanto, mi sono svegliata alle 4:30 del mattino per mangiare prima dell’alba e questo è il momento più difficile, dopo di che sono tornata a dormire dato che dovevo svegliarmi alle 7:00 per andare a scuola. A scuola tutto bene niente fame e nemmeno sete, ero tranquilla e come ogni anno ci sono persone che si girano dall’altra parte se vogliono mangiare o bere per rispetto. Io apprezzo molto questo gesto ma allo stesso tempo mi sento in colpa perché non è che dato che io non posso mangiare nessuno può per questo le ringrazio sempre ma le tranquillizzo con il fatto che non fa niente. Tornata a casa ero un po’ stanca e affamata ed era normale perché era ora di pranzo ma oggi non c’era odore di cibo in casa il che da un lato è normale perché non si mangia ma dall’altro è strano...serve tempo per abituarsi.

Ho riposato un pochino, ho pregato perché il digiuno senza preghiera non è valido in un certo senso, bisogna pregare 5 volte al giorno: il mattino, il dhor (verso le 14), l’asr (verso le 17), il moghreb (il tramonto prima di mangiare) e il isha (la cena). Dopo di che ho fatto i compiti e studiato, insomma ho fatto tutto ciò che avrei fatto in una giornata normale. Nel frattempo si iniziava a sentire già odore di qualche piatto che avrei gustato la sera stessa.

Il cibo è incredibile, si preparano diversi piatti, in particolare non può mancare la zuppa tipica del Marocco l’hrira e altri dolci tipici tipo chebakia, braioua, sellou, il mio preferito ovvero la bastila che è uno sformato a base di carne di pollo, cannella e mandorle caramellate tutto all’interno di un involucro che chiamiamo warka (foglio delicato e molto sottile che si può preparare anche in casa) e molti altri. Poi ovviamente in tavola c’è tutto quello che posso sognare durante il giorno: the marocchino, caffè, carne grigliata, pesce al forno, succhi di frutta, acqua, uova sode, insalate, piadine ripiene di carne e non possono mancare i datteri. 


Allo scoccare dell’ora la famiglia si riunisce, in questo caso siamo io, mia mamma e mio papà, poiché a causa del covid le famiglie non si possono riunire, e si inizia a mangiare. Prima di mangiare si dice Bismillah (tradotto significa in nome di Allah) e si inizia con un dattero. Inutile dire che è tutto buono e nel mentre, in tv, ci sono molti programmi, che principalmente sono commedie, preparati appositamente per questo mese.

Oggi si è potuto mangiare alle 20:01 e aggiungerei finalmente, un giorno è andato, ne mancano altri 27 che sono sicura andranno benissimo come ogni anno. Durante la giornata si può avere un po’ di fame o sete ma non è incontrollabile, si può resistere.


Il momento più bello per me del Ramadan, oltre alle riunioni di famiglia ogni sera, è “Laylat al kader” ovvero la “notte del destino”. Questa di solito cade la notte del ventiseiesimo giorno di questo mese e durante essa si possono esprimere tutti i desideri che si vuole...vi lascio con la curiosità se qualche mio desiderio si è già avverato o no!!!!

Hajli Wissal 4^E

Commenti

  1. Sono rimasta veramente colpita da quello che hai scritto, infatti è da diversi anni che ti vedo digiunare per il Ramadan e io sono sempre stata una di quelle che come dici te, rimane stupita dal fatto che riesci a digiunare per così tanto tempo.
    Ora ho capito che c'è veramente tanto di più dietro questa esperienza, grazie di averla condivisa!!

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  2. Caspita, Wissal, volevi rassicurarci, ma a me sembra più dura di quanto immaginavo. Devi avere una grande fede, se ne ricavi così tanta forza. Mi ha incuriosito l'adattamento del palinsesto televisivo alle cene del Ramadan. Buon proseguimento :)

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  3. Molto interessante, è bello vedere quanto sei legata alla religione e la tua esperienza riguardo questo argomento. Penso di essere stupita vedendo quanto tieni alla religione e quanto impegno ci metti, io sono totalmente differente e vedo che nella nostra religione ormai in pochi credono e si interessano come lo fate voi. Bellissimo post!

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  4. Bellissimo articolo e molto costruttivo Wissal, io sapevo che il Ramadan era un'usanza, ovviamente per la religione, ma per "capire" chi nel mondo muore di fame.
    Correggimi se sbaglio, ma è una cosa che mi affascina molto e ammiro molto le persone che lo fanno per la loro resistenza e volontà.
    Ho sempre voluto provare, anche solo per un giorno, sentire cosa si prova a farlo, sarebbe una bella sfida, ma per vari motivi non posso permettermelo.
    Quindi ti auguro buona fortuna!

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  5. Articolo molto interessante, prima di leggerlo non mi ero mai chiesta in cosa consista questo credo, più che altro perché l'ho sempre considerato un po' fuori dalla mia portata, dal momento che comunque le tradizioni religiose nella mia famiglia non sono mai state seguite più di tanto. Con questo articolo ho capito per la prima volta quello che veramente si fa, che non si limita al non mangiare e bere, e soprattutto quanta fede è presente alla base, quindi grazie ancora per averci raccontato questo lato fondamentale della tua religione.

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  6. Penso che la dedizione che impegni per la tua religione sia davvero ammirabile! Sicuramente non deve essere facile digiunare durante il giorno, ma la forza di volontà supera il desiderio di mangiare. Ho cari amici che praticano il Ramadan ed è sempre interessante ascoltare le loro esperienze, inoltre colgo l’occasione per informarmi e accrescere il mio bagaglio culturale.

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