In
questo momento l'unica cosa che per me conta davvero è riuscire a
finire l'anno scolastico al meglio, e successivamente vivere i mesi
estivi pieni di spensieratezza con le persone a cui voglio bene.
Non ho mai desiderato così tanto la normalità in vita mia: alzarmi la mattina alle 6 per andare a scuola e tornare a casa alle 3 stanchissima e piena di cose da fare, uscire per una merenda e per una passeggiata con le mia amiche, salire sui treni, sugli aerei e sugli autobus contenta di andare nelle grandi città ed andare a letto la sera presto perché stana morta dopo lo studio.
Ma una delle cose di cui sto risentendo maggiormente è il fatto di non poter andare a quei benedetti allenamenti di pallavolo: perché quelle due volte a settimana, quando ancora si potevano fare, era l'unico momento in cui non pensavo al fatto di dover studiare o di non aver fatto qualcosa, lì per quelle due ore mi lasciavo andare, mi divertivo e ridevo nonostante la stanchezza.
Per questo al solo pensiero che mi possano togliere la mia estate, che non vedo l'ora arrivi, mi si apre un vuoto dentro.
Quel vuoto che si riempirà solo quando potrò tornare ad avere una vita sociale che va oltre la schermata di un computer o di un telefono, quando potrò tornare ad abbracciare le persone a cui voglio bene, quando potrò far vedere il mio sorriso e le mie emozioni, ora tutte coperte da quella mascherina che due anni fa nemmeno sapevamo come si mettesse.
Quel vuoto dentro di me si riempirà quando non avremo più paura di avere una persona vicina, di parlarci, di starci insieme; la normalità non può e non deve essere avere paura di stare vicini alle persone e di spostarsi quando queste ti vengono accanto.
Per questo spero veramente che l'estate che sta arrivando mi porti un po' di felicità, perché nonostante io non lo faccia vedere, dentro di me sono fragile, triste e demotivata nel fare tutto.
Rivoglio i momenti felici di quando non mi preoccupavo di altro che essere in ritardo per uscire con le amiche la sera, perché ero persa nelle parole e nei momenti di quella giornata.
Rivoglio i capelli bagnati e insabbiati, di quando appena uscita dalla piscina mi mettevo a giocare a beach volley, rivoglio il segno del costume e le bruciature sulla schiena dopo essermi addormentata al sole.
Rivoglio la possibilità di fare nuove amicizie e di stare con le persone senza la mascherina, per ridere e divertirmi.
Rivoglio quella libertà che tutti noi stiamo aspettando da due anni.
Non ho mai desiderato così tanto la normalità in vita mia: alzarmi la mattina alle 6 per andare a scuola e tornare a casa alle 3 stanchissima e piena di cose da fare, uscire per una merenda e per una passeggiata con le mia amiche, salire sui treni, sugli aerei e sugli autobus contenta di andare nelle grandi città ed andare a letto la sera presto perché stana morta dopo lo studio.
Ma una delle cose di cui sto risentendo maggiormente è il fatto di non poter andare a quei benedetti allenamenti di pallavolo: perché quelle due volte a settimana, quando ancora si potevano fare, era l'unico momento in cui non pensavo al fatto di dover studiare o di non aver fatto qualcosa, lì per quelle due ore mi lasciavo andare, mi divertivo e ridevo nonostante la stanchezza.
Per questo al solo pensiero che mi possano togliere la mia estate, che non vedo l'ora arrivi, mi si apre un vuoto dentro.
Quel vuoto che si riempirà solo quando potrò tornare ad avere una vita sociale che va oltre la schermata di un computer o di un telefono, quando potrò tornare ad abbracciare le persone a cui voglio bene, quando potrò far vedere il mio sorriso e le mie emozioni, ora tutte coperte da quella mascherina che due anni fa nemmeno sapevamo come si mettesse.
Quel vuoto dentro di me si riempirà quando non avremo più paura di avere una persona vicina, di parlarci, di starci insieme; la normalità non può e non deve essere avere paura di stare vicini alle persone e di spostarsi quando queste ti vengono accanto.
Per questo spero veramente che l'estate che sta arrivando mi porti un po' di felicità, perché nonostante io non lo faccia vedere, dentro di me sono fragile, triste e demotivata nel fare tutto.
Rivoglio i momenti felici di quando non mi preoccupavo di altro che essere in ritardo per uscire con le amiche la sera, perché ero persa nelle parole e nei momenti di quella giornata.
Rivoglio i capelli bagnati e insabbiati, di quando appena uscita dalla piscina mi mettevo a giocare a beach volley, rivoglio il segno del costume e le bruciature sulla schiena dopo essermi addormentata al sole.
Rivoglio la possibilità di fare nuove amicizie e di stare con le persone senza la mascherina, per ridere e divertirmi.
Rivoglio quella libertà che tutti noi stiamo aspettando da due anni.
RIVOGLIO
LA MIA VITA!
Martina Bernabei cl. 3°C
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaRiesco a capirti pienamente, anche se non amo l'estate, non amo il casino e fare tardi la sera, ma inizio a "volere" vivere anche io cosi quest'estate, perché ormai non ce la facciamo più.
RispondiEliminaMa dobbiamo resistere e non cedere appena ci liberano, perché se no sarà un circolo infinito senza fine, e andare a divertirci solo quando sappiamo che non corriamo nessun rischio!
Non vedo l'ora di tornare a divertirmi con gli amici, andare al mare, uscire la sera, ma ora ci resta solo sognare
Capisco benissimo cosa stai passando poiché anche a me manca poter uscire senza limitazioni di ogni genere. Prima del Covid infatti ero solita ad uscire quasi tutte le sere e spesso tornare a casa tardi. Ora invece il fatto di uscire ma non poter fare certe cose mi rattrista. Spero anche io come te che quest'estate ci permettano di uscire con meno restrizioni e divertire, anche perché stiamo perdendo i migliori anni della nostra vita e questi non torneranno più.
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