Un’emotività incontrollabile


Sono sempre stata una ragazza molto sensibile, ma sono sempre riuscita a nascondere questa cosa. 
Sono me stessa con poche persone, si possono contare sulle dita di una mano, questo perché ho paura di non essere accettata, di risultare pesante e soprattutto troppo emotiva

Dico troppo emotiva perché questo lato di me è stato evidenziato più volte da diverse persone, facendolo diventare quasi un’insicurezzaSo che è impossibile controllare le proprie emozioni, ma certe volte vorrei esserne capace così da non sembrare quella persona che risolve tutti i suoi problemi attraverso il pianto.

Mi ritrovo a piangere per le cose più banali, come per problemi che crea la mia mente che in realtà non esistono nemmeno. Questa mia emotività “eccessiva” non mi disturberebbe affatto, se non avesse iniziato a rendere più difficili alcune situazioni in cui mi capita spesso trovarmi.

Credo che la cosa che più in me può scatenare una reazione siano i litigi, che possono essere con un’amica o semplicemente con un membro della mia famiglia. Mentre ho una discussione con qualcuno ho sempre l’istinto di scoppiare in lacrime, ma provo a trattenermi perché so che potrebbe far arrabbiare ancora di più la persona con cui sto discutendo. 

Sono anche spesso molto paranoica e ansiosa, altri due motivi che possono scatenare in me un’emotività incontrollabile. Posso pensare a quello che una persona ha detto o a un suo comportamento per moltissimo tempo, credendo sempre sia io la ragione.

Credo che da una parte questi miei sfoghi mi facciano anche bene, perché almeno non tengo tutto dentro di me, anche se a volte mi sento piena di domande senza una risposta.

Trovo sollievo nelle piccole cose che mi aiutano a passare questi brutti momenti, come parlare con le mie amiche, passare del tempo con la mia famiglia o semplicemente ascoltare una canzone che mi piace molto.

Il problema però sta anche nel parlarne, ogni volta che parlo di tutto questo con qualcuno mi sento giudicata, infatti provo spesso ad evitare l’argomento o a scherzarci sopra.

Credo tutto questo sia anche stato causato dal periodo che stiamo vivendo, dove ho passato e ho ancora troppo tempo da passare con me stessa e con i miei pensieri. 

Sono sicura che un giorno mi sarà molto più facile aprirmi con qualcuno e spiegargli quello che provo senza sentirmi giudicata, ma per adesso non credo di esserne ancora in grado.

- Arianna Parenti

Commenti

  1. Capisco cosa vuoi dire, mi piace il fatto che tu sia riuscita a scrivere questa cosa così personale. Ti auguro di riuscire a parlarne liberamente, non dovresti sentirti giudicata, tutti hanno delle debolezze e parlarne è già un gran passo avanti. Hai scritto che sei sempre riuscita a nascondere questa cosa, è vero, non avrei mai pensato che tu fossi così emotiva e sensibile. Sono la persona meno adatta a dare consigli su queste cose, anche io ho paura di risultare alle persone in un modo "sbagliato", ma sono certa che essere sensibili non è un male, anzi, aiuta anche a comprendere di più gli altri.

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  2. Mi riaggancio alle parole finali del commento di Jessica: è vero, la sensibilità aiuta a comprendere meglio l'altro. Forse, essendo mie alunne, non potete vederlo, ma anch'io sono dotato di una certa qual sensibilità. Da quando ero bambino. Non è mai stata un problema però per me, anzi: l'emotività è sempre stata l'ingrediente principale dei miei "successi" artistici, dalla scrittura alla musica. Provate a sfruttare questa risorsa, Arianna e Jessica, canalizzandola nelle forme d'arte che più vi attraggono. :)

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