L'architettura dei pensieri

 


Mi ritrovo così, con due occhi di fronte ad uno schermo a scrivere sul pensiero; fisso i tasti e penso a quanto sia un'invenzione scomoda la scrittura al computer, insomma dai è molto meglio la carta; rifletto, giro lo sguardo e noto un raggio di luce sbucare dalla tenda marrone nel mio studio, "splendido!"  penso e mi passa nella mente che oggi potrei andare a passeggiare con Balù, ma mi ricordo che siamo in zona rossa e quindi devo abbandonare quest'idea.

A proposito di lui, mi ricordo che sono già tre ore che mi sono rifugiata in questa stanza per studiare, lasciandolo da solo in sala, così decido di recarmi da lui e lo ritrovo nella sua solita posizione a pancia in su con le zampe per aria e mi viene da pensare a cosa stia sognando; decido di lasciarlo a dormire, lo accarezzo, e torno alla mia postazione per continuare il testo da pubblicare sul blog.


Sono di nuovo qui, sto continuando a pensare, ma niente.

Penso a tutto tranne a quello di cui ho bisogno, come quando ti chiedono "Qual è la tua canzone preferita?" Tu inizi a pensarci perché avresti un repertorio immenso ma niente, magicamente ti si svuota la mente e rispondi "Non lo so".

Ecco sono io adesso.


I compiti, i doveri, la scuola, i voleri, i rimorsi, i ricordi, i problemi, il passato si possono concentrare tutti in un unico istante e uscire tutti all'unisono, come scomparire in un secondo e rifugiarsi nei nostri pensieri. 

Immagino i pensieri nella nostra mente come una sorta di rete di autostrade invisibili che vagano nell'aria senza una fine. 

Ogni tanto pare di avere dei vuoti, come dicevo prima, proprio in momenti decisivi, in cui il pensare porterebbe a prendere una decisione, ma in realtà non è così; ora vi spiego meglio.

Molti credono che si inizi a pensare in un momento preciso, in un momento di bisogno, in verità non c'è mai stato un inizio ma è sempre un continuo evolversi di pensieri su altri pensieri, che spesso portano a collegamenti del tutto inusuali. Da un lato il continuo a riflettere con se stessi aiuta a portare una decisione ponendo al centro un obiettivo o qualcosa che ci fa stare bene, ma dall'altra è molto difficile;

Spesso, infatti, in alcuni momenti vorremmo mettere in pausa tutto per liberare la mente e alleggerirla da tanti pensieri, ma ci sembra impossibile; così accade anche dopo una lunga giornata in cui vorremmo solo chiudere gli occhi per allontanarci dal mondo, ma invece inconsapevolmente continuiamo a pensare. 


Spesso abbiamo talmente tanto da fare che il pensiero vorremmo non averlo, ma la vita come sarebbe?


Mi ritrovo così con due occhi di fronte ad uno schermo a scrivere sul pensiero; 

ma cos'è il pensiero? 

in realtà non mi interessa.

fisso i tasti e non mi viene in mente niente, il tempo passa e io continuo a fissare lo stesso schermo scrivendo parole che apparentemente non hanno senso, solo per riempire lo spazio.


Pensare dà un proprio perchè ad ogni cosa. Pensare aiuta a ricordare. Pensare porta a dare una propria opinione e rende le cose più complete. Pensare aiuta ad aprire diverse porte della vita per prendere la strada più giusta. 

Immaginate, adesso, una vita senza tutto questo, un mondo piatto... come sarebbe possibile?

Pensare, nonostante tutto, è necessario e ha il suo perché.


Santi Giulia 3^C

Commenti

  1. Potrebbe essere l'incipit di un romanzo autodiegetico!

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  2. E' impossibile riuscire a smettere di pensare, pure quando sono completamente 'piena' di tutto e l'unica cosa che posso fare e' tornare nel mio 'posto felice' accantonando per un momento quei pensieri che in qualche modo mi riempiono per tornare a respirare e ogni respiro che faccio riesco a calmarmi un altro po'.

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  3. Pensare può essere ragionare, immaginare, speculare...credo che svuotare la nostra mente da tutto ciò sia abbastanza impossibile, anzi, se ci pensiamo quando ci sforziamo di non pensare il nostro cervello agisce come se ci volesse fare un dispetto, iniziando un'attività mille volte più intensa. Pensare allora diventa non solo, come dici tu, necessario, ma anche una condizione a cui non si può fare a meno. Alla domanda "come sarebbe non pensare?" sarebbe corretto quindi rispondere "non sarebbe proprio possibile". A questo punto il come perde abbastanza di significato, però si potrebbe effettivamente filosofare su questo :)

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