L'acne



In questo caso ho deciso di parlare di una fra le mie numerose insicurezze, diciamo un po’ più “concreta”, nel senso che è perfettamente visibile anche agli occhi degli altri tutti i giorni. 

Ho deciso di trattare questo argomento perché negli ultimi tempi si parla molto spesso di “body positive” e di accettazione di se stessi, e non solo, visto che mi riguarda personalmente.

Per acne non intento quei tre o quattro brufoletti che possono venire ogni tanto, ma la malattia della pelle vera e propria che può essere la conseguenza di molte altre cose.

Ne soffro da ormai 4 anni e questo nel tempo mi ha portato anche a riflettere. Non ne ho mai sentito parlare quando si tratta l’argomento “body shaming”, ma per me invece è stata ed è ancora, motivo di grande incertezza. Quando vedo persone che hanno una pelle perfetta devo ammettere che le invidio. Forse perché generalmente è raro soffrirne, anzi moltissimi non ne soffrono mai nel corso della loro vita.

La cosa che non sopporto dell’acne è il fatto che è difficile guarirne completamente; concretamente perché può sempre ritornare e perché può lasciare delle cicatrici permanenti, ma soprattutto perché lascia dei segni anche a livello mentale. Si, perché è difficile vedersi normalmente dopo che qualcuno ha voluto farti notare che hai dei brufoli in faccia. I brufoli sono brutti. Ma che bisogno c’è di farmelo pesare? Non posso farli sparire magicamente. Vorrei soltanto fare riflettere.

Mi è stato detto: “ma perché non ti lavi la faccia?” “Fatti una maschera” “ma hai dei vulcani in faccia?”, che dette in un contesto di amicizia possono anche far ridere, ma in alcune situazioni diventano davvero pesanti. 

Per rispondere alla prima domanda, si. La faccia me la lavo. Forse anche più di una persona “normale” perché chi ne soffre come me saprà benissimo che per guarire bisogna usare dei detergenti, cioè dei “saponi specifici” per pulire il viso e un mix di altre creme e in altri casi anche medicinali, che a essere onesti, sono una vera scocciatura. Il primo motivo è che non costano affatto poco, poi in secondo luogo ci vuole molta costanza e non è sempre detto che funzionino dato che ogni persona è un caso specifico.

Ci sono stati quelli poi, che si sono improvvisati dermatologi e hanno provato a darmi delle indicazioni per maschere fatte in casa ecc...

Non voglio essere cattiva, forse queste sono state le migliori persone che mi siano capitate, nel senso che magari hanno semplicemente provato ad essere gentili o a darmi un consiglio spontaneo e lo apprezzo. Ma magari fosse così semplice come dicono. Purtroppo la maschera “miracolosa” la maggior parte delle volte non serve a nulla oppure può addirittura peggiorare le cose.

Poi ci sono le cattiverie gratuite. Ma pazienza perché quelle non mancano mai in tutti i campi. Purtroppo però soffrendone fin da piccola spesso ci sono rimasta molto male, anche se vorrei poter dire che non è vero e che me ne sono sempre fregata del giudizio altrui. Ad esempio in questo periodo ho iniziato a pensare che forse non se ne andrà mai. Per questo voglio imparare a farmela andare bene. Mi ha fatto sentire diversa e ha inciso pesantemente sulla mia autostima, mi ha fatto stare male perché non mi sentivo uguale agli altri. Ma perché devo essere “normale” secondo i canoni di bellezza standard?

In fondo che cosa può essere definito normale? É solo pelle, perché dovrebbe incidere così tanto sulla mia giornata?

Spero che possa scomparire un giorno, ma fino a quel momento proverò ad accettarmi un po’ di più.






-Elisa Montecalvo

Commenti

  1. Ti capisco benissimo, quando ero in prima superiore fino alla seconda ho sofferto di acne grave da stress e mi vergognano moltissimo.
    Cercavo di truccarmi più che potevo per coprire quelle fastidiose imperfezioni, peggiorando la situazione ovviamente.
    Con delle cure appropriate sono guarita e ora ho solo qualche brufoletto ogni tanto ma ho ancora molte cicatrici che odio, ma ho imparato semplicemente ad amarmi, ce la farai anche tu!

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  2. Sono sicura che riuscirai ad accettarti, non esiste qualcosa che può essere definito normale, ho sempre pensato che la normalità non esista proprio perché nessuno può decidere cosa è normale e cosa no, così come la bellezza. Davvero, è solo pelle e non dice nulla sulla persona che sei.

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  3. Bellissimo articolo per scelta e scrittura. Cara Elisa, hai parlato da adulta. Stai affrontando, forse per la prima volta (non lo so), un disagio che mette alla prova la tua forza interiore e, da quanto leggo, stai vincendo alla grande. Vinci quando inizi ad accettarti completamente, con le cose che meno ti piacciono di te; vinci quando riconosci la buonafede di chi ti sta intorno e ascolti con pazienza consigli non richiesti, ringraziando; vinci quando scegli di aprirti al mondo, parlando delle tue debolezze e imperfezioni. Condivido le parole di Jessica.

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  4. L'articolo che hai scritto è davvero profondo. Se il tuo intento era quello di far riflettere, posso dire che ci sei riuscita perfettamente. Le persone sono perfide, non riescono a trattenersi dal fare certi commentini, chiaramente di cattivo gusto e da persona non rispettosa; ma ti dirò, credo, anzi sono convinto, che lo facciano perché sono ancora più insicuri di te, o forse perché non possono fare altro che attaccare persone "deboli" da questo punto di vista. L'altra cosa di cui sono persuaso è che non si deve dare alcun peso a questi soggetti, pensare a se stessi e imparare a piacersi indipendentemente dalle loro osservazioni. Ormai è una parte di te e fino a quando sarà con te la cosa migliore è una "convivenza" serena e non tediosa, non credi? Brava!

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