
In questi diciassette anni e mezzo di vita mi sono sempre trovata a dover combattere con ciò che mi circonda. Quando ero una bimba ero molto fragile e vulnerabile a causa del mio brutto rapporto con il cibo , mi ritrovavo sempre ammalata e prendevo ogni tipo di malattia anche quelle più disparate. Crescendo questo problema è migliorato, ho iniziato a mangiare regolarmente e sono diventata più forte, infatti mi ammalavo sempre meno, arrivando a non ammalarmi praticamente mai. Non sapevo che il peggio dovesse ancora arrivare...
Intorno alla seconda media ho iniziato il mio lungo e infinito cammino contro l'emicrania che ancora sto vivendo. Tutto iniziò gradualmente: all'inizio sentivo dei lievi mal di testa che venivano ogni tanto e io li attribuivo allo stress o alle poche ore di sonno; ma andando avanti questi diventavano sempre più forti e destabilizzanti, ma nonostante ciò continuavo a prendere il tutto sotto gamba. Un giorno, mentre mi preparavo per andare a scuola, iniziai a vedere tutto nero , mi calò la pressione e mi accorsi che non riuscivo nemmeno a fare le scale senza sentirmi cadere e senza forze. I miei genitori si spaventarono e da quella giornata iniziarono una serie infinita di visite, nella maggior parte delle volte tornavo a casa affranta perché i dottori non capivano il mio problema, spesso mi davano dei medicinali per curare altro e quindi non mi servivano a niente. Il problema andando avanti peggiorava, passai ad avere dei dolori fortissimi alla testa che mi mettevano fuori carreggiata per giorni, ma in tutto ciò io continuavo a non avere delle risposte e notavo che intorno a me i professori e altre persone iniziavano ad insinuare che io fingessi o che lo facessi apposta solo per saltare verifiche, interrogazioni e così via. Iniziai a vivere un piccolo incubo in cui ero vista per quel che non ero. ovviamente si sbagliavano, per me era un terno all'otto fare tutto, spesso non uscivo nemmeno con gli amici per paura di stare male.
Intorno alla seconda media ho iniziato il mio lungo e infinito cammino contro l'emicrania che ancora sto vivendo. Tutto iniziò gradualmente: all'inizio sentivo dei lievi mal di testa che venivano ogni tanto e io li attribuivo allo stress o alle poche ore di sonno; ma andando avanti questi diventavano sempre più forti e destabilizzanti, ma nonostante ciò continuavo a prendere il tutto sotto gamba. Un giorno, mentre mi preparavo per andare a scuola, iniziai a vedere tutto nero , mi calò la pressione e mi accorsi che non riuscivo nemmeno a fare le scale senza sentirmi cadere e senza forze. I miei genitori si spaventarono e da quella giornata iniziarono una serie infinita di visite, nella maggior parte delle volte tornavo a casa affranta perché i dottori non capivano il mio problema, spesso mi davano dei medicinali per curare altro e quindi non mi servivano a niente. Il problema andando avanti peggiorava, passai ad avere dei dolori fortissimi alla testa che mi mettevano fuori carreggiata per giorni, ma in tutto ciò io continuavo a non avere delle risposte e notavo che intorno a me i professori e altre persone iniziavano ad insinuare che io fingessi o che lo facessi apposta solo per saltare verifiche, interrogazioni e così via. Iniziai a vivere un piccolo incubo in cui ero vista per quel che non ero. ovviamente si sbagliavano, per me era un terno all'otto fare tutto, spesso non uscivo nemmeno con gli amici per paura di stare male.
Verso i quattordici anni feci la visita che probabilmente mi cambiò la vita, mi dissero che soffrivo di emicrania con aurea. In sostanza prima di avere un attacco di emicrania inizia l'aurea, che è una sorta di preavviso in cui vedo tutto nero, l'aurea dura circa 30 minuti e dopo inizia il mal di testa che è molto forte e destabilizzante, spesso non riesco a camminare o mangiare e divento una specie di vampiro perché sto sempre e continuamente al buio. Ma le belle notizie spesso hanno una parte negativa, infatti la dottoressa mi disse che se non fossero bastati i medicinali che mi aveva dato io avrei dovuto iniziare una terapia a vita. Andando avanti notai che le cose non miglioravano, anzi forse stavano peggiorando . Infine mi hanno consigliato di guardare se il male fosse legato ai denti, feci una visita dal dentista e confermò ciò che avevano supposto. Ad oggi posso dire di stare meglio, non posso ammetterne di esserne uscita completamente perché probabilmente questo è un problema che porterò con me per sempre, però almeno riesco a vivere una vita praticamente normale senza perdermi nessuna esperienza. Ovviamente la DAD e il periodo che stiamo vivendo peggiorano un po' il tutto, perché per un'emicranica stare così tanto tempo al computer è difficilissimo e anche lo stress non aiuta, però so che ho passato di peggio. Questo mio problema nel bene e nel male mi ha anche aiutato a capire chi avevo intorno, ci sono state persone che mi hanno aiutata tantissimo ,che mi hanno capita e mi sono state vicine; altre che mi hanno considerata come una che racconta delle balle. Ed ecco questa è la mia piccola ma invasiva malattia.
Chiara, mi fa piacere che tu abbia condiviso con me e i tuoi compagni questo problema di salute così fastidioso. Anche mia sorella ne soffre e so quanto è difficile trovare una terapia giusta. Hai detto che in parte il disturbo è legato ai denti, per cui mi chiedevo se da piccola avessi portato l'apparecchio ortodontico.
RispondiEliminaDa piccola non ho mai portato l'apparecchio, ma dato che abbiamo scoperto da poco il legame del mio problema ai denti da qualche mese metto un bite durante la notte.
EliminaCondividere i propri disagi non è sempre facile. Da questo post si evince chiaramente il tedio prolungato che causa e ha causato questa tua "piccola ma invasiva malattia". Certamente la DAD non aiuta, soprattutto perché il video terminale ASSICURA un simpatico mal di testa di base, figuriamoci nel tuo caso. Può sembrare che i denti non causino niente, invece sono meschini, un sacco di problemi sono legati ad essi: mal di testa, dolori articolari, problemi nel sonno, problemi agli occhi, mal di schiena...
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