COME EVADERE DALLA REALTÀ

 

Ho sempre amato leggere sin da bambina. Il primo libro che mi regalarono parlava della storia di una principessa. Ancora non ero in grado di leggere bene ma chiesi che me la leggessero fino a quando non la imparai a memoria. Ricordo le parole di mia mamma: “Questo non è leggere”. In effetti non lo era, perché non ho mai attribuito alla lettura quel significato. Non pensavo che leggere significasse “decifrare un insieme di parole”, amavo il mondo magico che quelle parole creavano. 


Per me leggere non è un obbligo, ne sento l’esigenza. Quando l’atmosfera si fa pesante, le cose a cui pensare sono troppe, la vita non ti soddisfa, la soluzione sta nel leggere perché, leggendo, evadi dalla realtà. C’è una frase che rappresenta al meglio ciò che voglio dire: “Leggere ci da un posto dove andare anche quando dobbiamo rimanere dove siamo” (M. Cooley). 

E’ come entrare in un’altra dimensione, vivere la vita di un’altra persona. L’unica differenza sta nel fatto che le decisioni sono già state prese, è già tutto scritto, sai che, nella maggior parte dei casi, si concluderà tutto nel migliore dei modi. 


Leggere è come sognare ad occhi aperti. Dare vita alle parole, creando un mondo che non esiste, che puoi immaginare come preferisci. Puoi attribuire una voce e una forma ai personaggi che diventano parte della tua vita. Dopo quattrocento pagine che parlano unicamente di loro e della loro storia, ti ci affezioni. 


Un libro è anche un amico, quando non sai cosa dire o fare puoi ascoltarlo. I libri ti aiutano a cambiare prospettiva, a vedere le cose in una maniera differente che, spesso, può essere illuminante. Tra le righe potrebbe essere nascosta la chiave per risolvere i problemi, basta saperla trovare. Per questo leggere è la soluzione.

Leggere cattura la tua attenzione. Ti spinge a notare i dettagli, i particolari che fanno la differenza. 


Non penso che esista un luogo perfetto per leggere, ma il mio preferito è il dondolo del portico di casa dei miei nonni. Il silenzio accompagnato da un leggero venticello che sfoglia le pagine del libro creano un’atmosfera magica


Mi piacciono così tanto i libri perché sono un po' come la vita. Un libro è pieno di ostacoli, timori, sbagli. È importante godersi ogni virgola ed ogni punto perché non hai tempo di tornare a rileggere ciò che è successo prima, hai fretta di andare avanti. 

Voglio credere che la mia vita sarà come un libro che ami: da leggere tutta d’un fiato.  


Alessia Rossi, 1C


Commenti

  1. Alessia, che tu legga molto, si sente da come scrivi. Io ho sempre ammesso di non essere mai stato un grande lettore di narrativa; ho, da sempre, più scritto che letto. Sono più attratto dal cinema e dalle sceneggiature che dai romanzi (ma questo solo perché fatico di più a trovare storie interessanti nei libri che nelle serie Netflix). Capita spesso che io inizi a leggere un romanzo moderno e lo lasci a metà, perché non mi piace e, allo stesso tempo, pensando di poter fare di meglio, inizi a scriverlo io, un libro! Poi, puntualmente, abbandono l'idea dopo tre pagine di Word.

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  3. Mi ritrovo in tutto quello che hai scritto. Tuttavia non sono mai stato un grande lettore...ma da circa quattro anni a questa parte mi sono avvicinato anch'io a quest' "altra dimensione", come giustamente scrivi tu, chiaramente con argomenti che mi facciano sognare ad occhi aperti e, soprattutto, che non mi vincolino in nessun modo a leggerli.

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    1. Giustamente rivendichi i tuoi diritti del lettore, secondo il suggerimento di Daniel Pennac

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