Una piccolissima parte di me, la timidezza.

 



Vi siete mai chiesti com'è essere timidi a livelli estremi? Beh, con qualche parola spero di farvi capire come ci si sente.

Fin da piccola, sono sempre stata una persona molto timida e riservata.  All'asilo, le maestre, mi descrivevano come una bambina buona, calma e che stava spesso in silenzio,a casa ero il contrario, un vero e proprio vulcano, tanto che mia mamma quando mi iscrisse, raccomandò le maestre dicendogli di tenermi sotto controllo..insomma una vera e propria peste, ma quando si trattava di uscire dal mio luogo, ossia da casa, diventavo un'altra persona. Alle elementari, uguale, avevo sempre 10 in comportamento perché a differenza delle mie compagne chiacchierone, me ne stavo in silenzio, intervenivo quando mi chiamavano, sennò me ne stavo nel mio angolino. Beh, la timidezza viene descritta come: " tratto della personalità che caratterizza in varia misura il comportamento di un individuo improntato a esitazione, ritrosia, impaccio e pudore superiori a quanto manifestano in analoga situazione altri soggetti, ovvero a una minor socievolezza." Sì, questa affermazione è giusta ma c'è molto di più. La timidezza, può essere vista come una caratteristica carina, ma no, tutto tranne carino. Ho sempre avuto pochi amici, anzi, due o tre per la precisione, perché venivo considerata noiosa, antipatica e non stilosa quanto le altre mie compagne, forse perché me ne stavo sempre in disparte, proprio perchè odio e odiavo stare al centro dell'attenzione, risultavo noiosa agli occhi degli altri ma in verità io non mi sono mai considerata noiosa, anzi, tutt'altro.In verità sarebbe bastato uno sforzo per comprendere che oltre la mia timidezza c'è molto di più. Ci metto tanto per superare la mia timidezza con una mia amica, anzi la considero una prova, se la superi, allora mi apro e risulto anche divertente, se non la superi, sei fuori dalla mia 'lista degli amici'(un po' cattiva, direi, ma mi piace nascondere i lati migliori di me e mostrare prima quelli negativi). Non solo me ne stavo sempre in disparte, quando le maestre, i professori mi chiedevano qualcosa o mi interrogavano era un incubo, un vero e proprio incubo. Diventavo rossa come un pomodoro e iniziavo a sudare anche se c'erano -4°C al sole. Oppure quando parlavo con un semplice amico e diventavo rossa per imbarazzo, lì partivano le ship immediate siccome le mie amiche pensavano che io avessi una cotta, in realtà era semplicemente la mia timidezza che saltava fuori come un bruco in una mela, per intenderci. Un'altra scena, che ancora oggi mi capita, quando un adulto mi rimproverava, o perché non avevo fatto i compiti, o perché non avevo svolto correttamente qualcosa, mentre mi rimproverava io scoppiavo a ridere, ma non perché io fossi felice di essere sgridata, semplicemente per l'imbarazzo. Ricordo che chi mi rimproverava, diceva sempre che ero scorretta a ridere, ma mi veniva spontaneo, senza pensarci troppo e purtroppo ancora oggi mi capita. Durante la terza media, alla scelta della scuola superiore che avrei dovuto affrontare, avevo molta agitazione e paura, dovuta in gran parte alla timidezza. Pensavo,tra me e me, 'e se non faccio amicizia?' 'E se mi prendono in giro?' Erano tante le questioni che mi ponevo e sicuramente sarebbe stato più facile per me intraprendere una strada semplice,ossia andare nella stessa scuola della mia migliore amica, ma non sono una tipa che prende strade semplici e quindi mi misi alla prova: mi iscrissi all' indirizzo scienze umane perché ne ero rimasta affascinata dall'open-day, nonostante i professori mi dissero che non ce l'avrei mai fatta perchè secondo loro non ero in grado di affrontare un liceo.Allora scelsi questa scuola, sia perché mi piaceva ma anche per dimostrare ai miei professori che ce l'avrei fatta nonostante le loro critiche. Allora, sono partita, carica e allo stesso tempo agitata, perché la timidezza non si supera facilmente, ma volevo mettermi alla prova. Il primo giorno, provai mille emozioni tutte insieme, mi trovavo da sola, perché nessun'altra mia compagna aveva scelto questo indirizzo a Pavullo, se non una mia amica che frequentava un'altra classe, ma non ci parlavamo molto all'epoca, quindi l'ansia di non farcela c'era ed era anche abbondante. Alla fine, andò abbastanza bene e quindi la prova la passai alla grande. Nonostante tutto, a 17 anni compiuti da poco, rimango ancora timida a livelli estremi e quando devo uscire, per andare a comprare una caramella o per fare una ricarica, ho sempre timore di chiedere e quando chiedo divento rossa come un peperone, inizio a sudare, quasi come se fossi davanti a 1000 persone. E voi? Cosa ne pensate della timidezza? 


- Miriana moscardini, 4E

Commenti

  1. Essendo in classe insieme e conoscendoti un pochino, sul fatto che tu sia una ragazza timida non c'è alcun dubbio. Ma vista dalla tua prospettiva è davvero molto diversa la cosa. è molto bello il fatto che tu abbia avuto il coraggio di esporti così tanto.

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  2. Bellissimo post, davvero interessante.
    e soprattutto ci fa capire meglio il tuo carattere e comprendere meglio i tuoi disagi.
    Io come te sono sempre stata molto timida e mi ritrovo molto in questo post.
    Brava!

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  3. Molto bello il tuo post, fa riflettere su come siamo tutti diversi e come dobbiamo accettare l'altro rispettando le differenze.

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  4. Uhahaha, Miriana, anche io sorrido in situazioni di stress! Mi è capitato addirittura a un funerale (con mio grande imbarazzo). Non ti facevo così timida, comunque. Anzi, hai una faccia simpatica. Quando prendi la parola, hai un tono di voce squillante e deciso; tra l'altro, se sei arrivata fin qui, nonostante qualcuno, alle medie, abbia provato a dirottare i tuoi piani, evidentemente sei anche una ragazza determinata e con personalità. Syria dice bene, anch'io ho apprezzato la purezza e l'onestà del tuo intervento. Continua così, perché fra timidezza e forza interiore (vedi alla voce resilienza) c'è una bella differenza! :)

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  5. Bellissimo post,molto interessante. Ti capisco perfettamente perché anch’io alle elementari ero molto timida, infatti le mie maestre avevano consigliato ai miei genitori di iscrivermi a qualche campo estivo poiché, secondo loro, poteva servirmi.

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  6. Anche a me capita molto spesso che i professori mi dicano che sono troppo introversa e che non partecipo abbastanza alle lezioni, che dovrei intervenire di più per far vedere quanto valgo, io però non ci riesco facilmente perché sono timida e ho una gran paura di sbagliare anche se ho studiato tantissimo e soprattutto sono una persona che sta molto sulle sue;
    Intervengo se proprio sono obbligata dal professore e a quel punto mi parte l'ansia di non fare bene quello che mi richiedono, poi però in realtà sono una persona molto disponibile e i miei amici a volte arrivano ad un punto che non mi sopportano più da quanto parlo...

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