UN VIAGGIO RIMASTO NEL CASSETTO
Sarebbe
bello dire che tutti i sogni si avverano ma con me non è proprio
andata nel verso giusto. È vero … non tutti i sogni possono
avverarsi ma il mio era abbastanza facile da esaudire, se non fosse
stato per il Covid.
Amo
viaggiare, mi piace conoscere cose nuove e scoprire usanze, cibi,
stili di vita completamente diversi dal mio. E per questo motivo
avevo deciso di fare un grandissimo passo avanti, buttandomi in
un’avventura forse anche più grande di me: l’anno all’estero,
o meglio sei mesi all’estero.
E’
stata una cosa molto veloce e inaspettata, la mia curiosità mi ha
portato a cercare sul web esperienze fatte da ragazzi della mia età
all’estero.
Ho
trovato così tantissime associazioni che sostengono la partenza
all’estero per ragazzi della mia età, tra queste la mia attenzione
è andata all’Associazione “Intercultura”. Così un po’ per
scherzo ne ho parlato con mia mamma e siamo andate ad un incontro
dove spiegavano il percorso necessario per poter partecipare alla
selezione per accedere alla borsa di studio.
Successivamente la cosa
si è fatta più seria, perché sono stata selezionata e a quel punto
anche con la mia famiglia ho dovuto affrontare realmente la
possibilità che io partissi. La scelta più bella ma anche quella
più difficile è stata la scelta del paese in cui andare. I paesi da
scegliere erano infiniti e tutti molto interessanti ma tra me e me
sapevo quale sarebbe stata la mia scelta: il Brasile.
So
che è una destinazione assai diversa dalle altre, solitamente si
cerca di andare in America o in Inghilterra, ma io non avevo questo
interesse, non avevo la necessità di dire “Sono stata in America”,
il mio sogno era fare quest’esperienza, il posto non importava più
di tanto.
A
Febbraio dell’anno scorso, dopo molti mesi di attesa, mi è
arrivata la conferma dell’assegnazione di una borsa di studio per
andare sei mesi in Brasile. Non credo sia possibile descrivere la
gioia che ho provato, pensavo addirittura che fosse uno scherzo ma
così non era, era tutto reale. Tra tutte i ragazzi sono stata scelta
io per affrontare un’avventura che non tutti si possono permettere.
Oltre
alla felicità però, era presente tantissima paura, paura di andare
là e non essere accettata ma anche paura di non riuscire realmente
ad affrontare un percorso così complicato.
Stava
andando tutto così bene, forse fin troppo bene, era tutto pronto per
la mia partenza fino a quando non è arrivato il virus e il mio sogno
è andato in frantumi.
Cos’ho
provato? Sinceramente solo tanta rabbia e tristezza, e la cosa ancora
più brutta è che io non potevo fare assolutamente niente. Vedere il
proprio sogno sfuggirti dalle mani con una folata di vento è
doloroso, perché non te lo aspetti, pensi solo al meglio ma forse
bisogna prevedere anche le cose più inaspettate per non rimanerci
troppo male nel caso le cose non andassero secondo i nostri piani.
Ormai
sono passati parecchi mesi da quando il Covid mi ha impedito di
partire, e pensare che adesso potevo essere in spiaggia con trenta
gradi all’ombra … però sono qui, ancora a Pavullo, sognando
di poter partire un giorno per riprendermi quello che mi è stato
tolto.
Ma
per il momento il mio sogno rimane nel cassetto, ben custodito.
Rachele
Mangionello
Mi dispiace che tu non abbia potuto esaudire il tuo sogno, ma sono sicura che avrai altre occasioni per recuperare tutto... costudisci bene il tuo sogno perche è un sogno bellissimo.
RispondiEliminaWow, che sogno stupendo e ambizioso! Spero per te che un giorno potrai partire vivere questa nuova esperienza al meglio senza avere troppe preoccupazioni;
RispondiEliminaLe difficoltà e le paure sono inaspettate, ma bisogna sempre affrontarle a testa alta senza mai farsi abbattere.
Spero vivamente che prima o poi tu possa soddisfare questo desiderio e recarti ove più ti piace, come il Brasile. Sono fermamente convinto che il tempo usato per viaggiare sia il tempo meglio speso: è uno dei pochi modi che abbiamo per sentirci veramente liberi e parte di una comunità ben più vasta, in un mondo meraviglioso.
RispondiEliminaInoltre ho apprezzato particolarmente la tua riflessione sulla scelta della meta, della tua decisione se vogliamo anticonformista, originale ma allo stesso tempo matura, di recarsi dove più ci piace, senza orientare la nostra scelta esclusivamente secondo l'influenza delle mode (passeggere o non) o di una destinazione dal nome altisonante, che magari non ci piace nemmeno ma ci andiamo solo perché "ci vanno tutti".
EliminaChe sogno meraviglioso! Anche a me piacerebbe tanto fare un'esperienza come quella che ci hai raccontato, ma purtroppo, forse un po' per la paura o perché non ho trovato abbastanza coraggio, non mi sono mai interessata sul serio. Si vede quanto tieni a questo viaggio e quanto sia stato grande il tuo dolore nel momento in cui te lo ha portato via questo maledetto virus; proprio per questo spero tanto che un giorno potrai intraprenderlo, e viverne le difficoltà, ma anche le immense gioie che può portare.
RispondiEliminaHai capito Rachele! :)
RispondiElimina