La dislessia

 



Oggi voglio parlarvi della mia esperienza.

Quando ero alle elementari non ero un genio, soprattutto in materie come italiano e matematica, anche se studiavo e mi impegnavo molto.

La cosa che sapevo fare meglio era imparare le cose a memoria, come le filastrocche.

Quando è arrivato il momento di imparare i verbi ero molto brava, li imparavo tutti a memoria e prendevo sempre ottimo, quando me le chiedevano sparse prendevo sempre un insufficienza.

Stessa cosa succedeva con le tabelline, in fila prendevo ottimo, sparse le andavo a cercare tutte per metterle in fila, ad esempio: 6x1,6x2 ecc...

La mia maestra di matematica chiese a mia madre perché io mi complicarsi così tanto la vita invece che rispondere a tutte subito.

Col tempo le maestre si erano accorte che qualcosa non andava, perché i verbi li sapevo tutti ma non riuscivo a dirgli sparsi, dovevo prima ripeterli tutti in fila fino ad arrivare a quello richiesto,  oppure non riuscivo a fare i calcoli a mente.

Ma giustificano tutto con un “sua figlia non studia abbastanza”.

Col passare degli anni, fino alla quinta, le cose non cambiarono, anzi, peggiorarono notevolmente.

Avevo delle lacune dagli anni precedenti che non mi facevano proseguire bene il mio percorso scolastico, ma nessuno ci fece caso.

Mi ricordo benissimo, in quinta elementare la mia maestra di matematica che mi disse che se non avrei imparato a fare le divisioni non sarei mai potuta andare alle medie.

Arrivata alle medie (si alla fine ci sono arrivata con o senza divisioni) le prof avevano notato qualcosa di strano.

Il fatto che, a voce alta, leggessi pianissimo e confondessi le righe, sovrapponendole tra di loro, cosa che mi accade anche oggi; oppure che dovessi contare con le dita anche i calcoli più semplici, e soprattutto che non sapevo comporre le frasi con un senso.

Gli anni passarono ma loro continuarono a dire che non studiavo abbastanza.

A metà della seconda media la mia prof di matematica consigliò ai miei genitori di mandarmi a fare un test per vedere se avessi qualche problema.

Andai in ospedale, feci tutti i test e mi trovarono la dislessia e la discalculia.

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento che viene denominato DSA; la discalculia è un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri.

Di solito questo tipo di disturbi vengono individuati nel 2^ anno delle scuole elementari, per non portare lacune troppo gravi sull’apprendimento.

Con me non è stato così.

Le medie penso sia stato l’anno più difficile per abituarmi a questa cosa, me ne vergognavo molto e mi sentivo molto diversa e sbagliata dai miei compagni di classe.

Abituarmi a tenere degli schemi per aiutarmi nelle verifiche, oppure averle diverse dai miei compagni.

Non è stato facile soprattutto perché in molti ritenevano, e ritengono, che io sia avvantaggiata e facendo così parto con “una marcia in più”, non è proprio così.

Anzi, spesso e volentieri, anche con degli aiuti, prendevo lo stesso insufficienze.

In classe in molti non volevano stare in gruppo con me perché pensavano fossi una “palla al piede”, e molti insegnanti, quando ho affermato di voler fare il liceo, mi hanno detto di non avere speranze che avrei dovuto fare una scuola molto più semplice e non questa.

Anche poco tempo fa, un professore mi aveva detto di cambiare scuola perché non ero adatta a un liceo, come se per colpa della mia dislessia non avrei potuto fare una scuola come questa.

Una cosa che molti non capiscono è che una persona dislessica non è ignorante, semplicemente abbiamo delle difficoltà come tutti gli altri!.



Giada Nervo 4^E 



Commenti

  1. Molto interessante sapere la tua esperienza riguardo questo argomento. Ritengo che debbano essere affrontati argomenti di questo genere maggiormente per far comprendere a tutti che essere dislessici non vuol dire essere ignoranti.

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  2. Credo non sia stato facile il tuo percorso e penso che spesso, gli insegnanti, ovvero coloro che dovrebbero essere la nostra guida e una figura di cui fidarci per gran parte della nostra crescita, siano i primi a fermarsi alle apparenze.
    Sono contenta del fatto che tu non ti sia mai arresa, mostrando la tua incredibile forza.

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  3. Giada, grazie per aver scelto di parlare di un argomento così importante, ma che spesso conosciamo solo in maniera superficiale. Il fatto che tu abbia vissuto in prima persona quanto scrivi ci aiuta a comprendere meglio la tua caratteristica e anche la tua particolare sensibilità. Brava :)

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  4. Bellissimo post, hai parlato di un argomento così importante a te molto vicino. Spesso seppure una delle caratteristiche dell'uomo è la socialità tende a isolare comunque le persone. Hai una forza grandissima e si vede perché non ti sei arresa.

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