un salto nel passato per non dimenticare

Si, esatto, proprio oggi 88 anni fa, fu nominato cancellire Hitler, promotore di quella che noi oggi chiamiamo Shoah, quel periodo di buio nel quale sono state uccise più di 10 milioni di persone.

Ma perché?- mi chiedo- Per un motivo valido spero...

No, solo perché erano omosessuali, zingari, delinquenti,  ma soprattutto ebrei, quelli che venivano ritenuti inferiori. In realtà, tutto il razzismo che c'era contro di loro, era di natura economica, infatti proprio Hitler li riteneva responsabili delle continue crisi economiche della Germania. A causa di questo diventarono un vero e proprio capro espiatorio, colpevoli di tutti i mali, e da qui poi, iniziò la propaganda antiebraica che con il passare del tempo diventò sempre più violenta, fino ad arrivare al 1942 quando furono istituiti i campi di sterminio in Polonia.

A pensarci adesso mi viene un po' di ribrezzo, come é possibile che gli uomini siano così  crudeli, da commettere tali atrocità?

È passato proprio da poco il 27 gennaio, un giorno dedicato alla memoria, perché credo che tutti noi abbiamo il diritto e il dovere di ricordare, soprattutto per non negare gli errori che sono stati commessi in passato e per ricordare le donne e i bambini senza colpa che furono torturati e portati alla morte. Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche riuscirono ad entrare ad Auschwitz, e a mettere fine a questo incubo che portò milioni di persone a lasciare la loro casa, a nascondersi ed avere così tanta paura da rimanere in silenzio; Un silenzio, a parer mio, che dobbiamo distruggere per far sì che tutti conoscano la vera storia e riflettano su ciò che è accaduto veramente.

Mi ricordo che quando ero piccolina le maestre ci dicevano di fare un minuto di silenzio per le vittime dell'olocausto, e io inconsapevole di quello che era successo veramente, non gli davo così importanza; crescendo invece, ho capito quanto siamo fortunati a vivere in una società che ci permette di essere liberi. Credo che dovremmo continuare a ricordare anche alle generazioni future, ciò che accaduto, per far sì che il ricordo rimanga vivo e tali crudeltà non vengono più commesse.

La giornata della memoria è così importante anche perché tutt'oggi si può vedere un collegamento con ciò che è accaduto nei campi di concentramento e la presenza di migranti in Italia, quelli che, secondo alcuni ci portano via il lavoro. Ovvio la condizione che c'è oggi, fortunatamente è meglio di quella del 1945, però è fondamentale non dimenticare, per non far vivere alle persone di oggi ciò che hanno passato gli ebrei e non solo loro.

Non vi nascondo che è da qualche anno che nella mia lista delle cose da fare c'è scritto: "affrontare il viaggio da Fossoli a Mauthausen", perché mi piacerebbe capire, anche se minimamente, ciò che provavano le persone in quegli anni. Penso che sia un'esperienza da provare anche perché potrebbe cambiare completamente la vita e far riflettere, a causa delle emozioni che suscitano luoghi del genere. 

Voi che fareste? Avreste la forza di affrontare il viaggio?

Santi Giulia 3^C

Commenti

  1. Non ricordavo che Hitler fosse diventato cancelliere il 29 gennaio, a pochi giorni di distanza dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwiz.
    Hai ragione sull'importanza di non dimenticare quella che è stata la più grande tragedia dell'umanità di tutti i tempi.
    Da insegnante, avverto la responsabilità di parlarne, di celebrare la memoria di milioni di uomini, donne e bambini che hanno visto, letteralmente, l'inferno materializzato sulla Terra. Tuttavia, non è facile trasmettere e condividere un messaggio così doloroso e prezioso in tutte le classi in pochi minuti, e il rischio di scadere nella retorica mi spaventa e spesso mi trattiene. Sono felice che tu abbia scritto un articolo sul tema dell'Olocausto, perché - di sicuro - se a parlarne è un alunno, spontaneamente, vuol dire che la speranza ha trionfato sulla retorica. Brava.

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  2. Penso che parlare di questo argomento sia molto importante, proprio perché non se ne parla mai abbastanza. Bisogna ricordare per non ricadere nei nostri stessi errori.
    Chiara Soci

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