Torino città magica

 

 



Torino città magica sarebbe il nome di un celebre libro di Giuditta Dembech, la quale con il suo libro descrive la città di Torino e i suoi segreti.

Ma perché viene chiamata città magica?

Il capoluogo Piemontese sarebbe pieno di misteriose energie e zeppo di simboli esoterici, secondo alcune interpretazioni essa sarebbe uno dei vertici dei triangoli magici e si trova al centro del triangolo bianco e triangolo nero; secondo degli studiosi di esoterismo Torino è famosa, come città magica, per due poli energetici, individuati nella città: quello positivo si trova in piazza vittorio e quello negativo in piazza statuto, che darebbero il nome al capoluogo come "città delle streghe", in aggiunta dal trovarsi sull'incrocio del fiume Po e Dora Riparia, che per tradizione occulta dovrebbe rappresentare il sole e la luna.

Ma soprattutto Torino sarebbe un punto d'incontro di diverse linee energetiche riconosciute dagli esoteristi che attraversano il pianeta e a cui gli scienziati non sanno dare spiegazioni, ma che già nell'antichità venivano chiamate "schiena di drago" dalla cultura cinese. Questo dona a Torino un unicità di luogo geografico come pochi altri simili al mondo.  

Soffermiamoci di più sui simboli di questa città, molti già nominati prima.

La prima di cui vorrei parlare è Piazza Statuto, una delle piazze più importanti di questa città, luogo che toccherebbe il famoso triangolo nero. Gli esoterici infatti lo considerano il cuore nero della città. La piazza fa parte di un quartiere un tempo conosciuto con il nome "vallis occisorum" cioè la valle degli uccisi; ovvero il patibolo dove venivano giustiziati i criminali. Altre caratteristiche negative di questo questo luogo sono lo snodo centrale delle fognature che è posto al centro della piazza che nell’antichità venivano chiamate “cloache” ossia bocche dell’inferno. Il monumento più famoso di questa piazza, la fontana del Traforo del Frejus  in questo monumento possiamo notare la presenza di un presunto angelo, invece è la personificazione di Lucifero che guida le forze dell’oscurità guardando le forze benigne, ossia l’oriente, un simbolo di luce e nascita. Inoltre sulla sua testa era collocata una stella a cinque punte che poi fu rimossa poiché un simbolo pagano. Infine nella piazza si trova anche l’obelisco geodetico, per gli esperti di magia, indica il centro delle potenze maligne della città.


Fontana del traforo del Frejus (piazza statuto, Torino)

In realtà non c'è angolo di Torino che non sia magico, infatti le messe nere sono state un problema per l’amministrazione cittadina, che ha dovuto chiudere il Mausoleo della Bela Rosin. In realtà, sparsi per la città ci sono simboli magici, mascheroni, draghi, meduse, serpenti che si sporgono dai meravigliosi edifici del centro storico. Ad esempio, in via Lascaris c’era in passato una Loggia Massonica. Sul fondo del palazzo, si trovano delle strane fessure a forma di occhi, che dovevano essere dei punti  di illuminazione per i locali nel sottosuolo. Negli anni, a causa della loro strana forma, si è diffusa la credenza che si tratti degli occhi del diavolo. 


Occhi del diavolo (Via Lascaris, Torino)


Tra i monumenti di Torino la Mole Antonelliana è sicuramente quello più conosciuto. Vero simbolo della città di Torino. La Mole è uno dei simboli esoterici di magia bianca del capoluogo piemontese. Secondo gli esperti di esoterismo, la Mole sarebbe un’enorme antenna che rilascia l’energia positiva presa dal sottosuolo di tipo maschile da fare da equilibratore. Una leggenda che riguarda la Mole sarebbe che al suo interno custodisca il Sacro Graal, in quanto la statua della Fede davanti alla Gran Madre avrebbe lo sguardo rivolto proprio verso l’edificio.



Mole Antonelliana (Via Montebello, Torino)


Mole Antonelliana (Via Montebello, Torino)

Mole Antonelliana (Via Montebello,Torino)

Mole Antonelliana (Via Montebello, Torino)

 La Gran Madre è una delle chiese più belle di questa città ed è considerata come un forte punto di magia bianca. Si dice che qui sia sepolto il Sacro Graal. A sostegno di questa teoria contribuiscono le due statue poste davanti alla chiesa, una di queste rappresenta la religione, l’altra invece sarebbe l'incarnazione della fede, poiché regge una coppa, che starebbe a significare il Sacro Graal. Si dice che lo sguardo della prima statua indichi il percorso da seguire per trovarlo, forse la mole Antonelliana. Ed infine c'è da considerare il nome inusuale dato a questa chiesa, poiché evoca una dea pagana Grande Madre, intesa come madre di tutti i viventi, alla base di tutti i culti misterici dell’antichità.

 

 

La Gran Madre (Via Villa della regina, Torino)

 La fontana Angelica di Piazza Solferino è una fontana in bronzo che racchiude la cultura massonica. Tra le quattro statue, le due maschili rappresentano l’autunno e l’inverno infatti entrambi versano l’acqua dagli otri un simbolo di conoscenza. Pare che rappresentino i due sostenitori delle colonne di Ercole le quali gli antichi credevano ci fosse racchiuso l'infinito. Le figure femminili invece rappresentano la primavera e l’estate, l’amore sacro e l’amore profano. La statua è stata voluta dal ministro di casa dei Savoia.


                                                La fontana angelicata (Via Pietro Micca, Torino) 

 Il portone del diavolo del Palazzo Trucchi di Levaldigi è presente di una figura centrale che raffigura il demone con due serpenti mentre osserva chiunque bussi alla porta. Per questo motivo è meglio conosciuto come il Portone del Diavolo, un luogo che sarebbe pieno di energia negativa. La leggenda di questo portone sarebbe quella più inquietante; molti raccontano che quest'uomo che si fermò ad osservare il portone sia scomparso improvvisamente in una notte, nella quale un apprendista stregone invocò inutilmente Satana, che lo imprigionò per sempre dietro la porta. Ciò che rende questa leggenda pressoché realistica sono i misteriosi omicidi e sparizioni. Ad esempio la storia del Maggiore Melchiorre Du Perril scomparso al suo interno nel 1817 e ritrovato vent’anni dopo, murato tra due pareti.


          

                                              Il portone del diavolo (Via xx settembre, Torino)

Nei sotterranei di Piazza Castello, tra Palazzo Madama e Palazzo Reale, la leggenda dice che si trovino le Grotte Alchemiche, cioè dei luoghi in cui i grandi Alchimisti hanno il potere di trasformare anima e corpo in qualcosa di superiore. Durante gli scavi per la costruzione della ferrovia è emersa un’antica necropoli ritrovata nel sottosuolo. In queste stanze segrete è possibile interferire sul tempo, sulla materia e sulle coincidenze, influenzando il futuro, il presente e il passato. Sulla superficie della piazza si trova la cupola del Guarini, la quale racchiude il talismano più “bianco” e potente della Cristianità: la Sindone. Oltre a questo importantissimo monumento, si trova nella piazza anche l’obelisco geodetico, detto anche “Guglia Beccaria”. Vicino alla piazza si trova la Domus Marozzo dove si dice si fermò Nostradamus quando venne a Torino per curare la sterilità di Margherita di Valois. Infatti proprio in questo luogo Nostradamus incise su una lapide la scritta “Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera”.


 

 

 

Fonti: "Torino città magica" di Giuditta dembech 01/01/2009

Giada Nervo 4E 

 


Commenti

  1. Molto interessante Giada. Mi fa piacere che tu abbia scritto questo post in maniera del tutto spontanea. Ti interessi di esoterismo? Che cosa ti lega a Torino? Sono curioso di sapere com'è nata l'idea per questo articolo.

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  2. Grazie prof del suo commento, sono interessata fin da piccola ai simboli di questa citta in particolare, poichè è la "mia città", sono legata a Torino da parte di mio padre e mia nonna è molto esperta e interessata anche lei all'esoterismo.
    Quindi sono molto legata a questa città perché è parte di me

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  3. Mi è piaciuto molto questo articolo, anche a me Torino ha sempre affascinato, e ad essere sincera, non avevo mai sentito parlare di Torino in questi termini. Da questo momento in poi vedrò questa città in maniera differente, forse la vedrò magica come dici tu.

    Chiara Soci

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  4. Mi piace il modo in cui hai descritto la storia di Torino e cio' che la rende unica, grazie a te ho conosciuto il motivo per cui vene chiamata 'citta' magica' . Si vede che ci sei legata molto

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