Il ruolo che in passato la civiltà islamica ha svolto nello sviluppo del pensiero scientifico è nota a tutti, ma altrettanto è noto il fatto che nell’era moderna e contemporanea, il mondo musulmano sembra aver abdicato totalmente a questo ruolo, non riuscendo più a mantenere il passo con la rapida evoluzione che la scienza andava subendo nella cultura europea.
L’islam non ha assistito ad alcuna rivoluzione, almeno nel senso che intendiamo oggi, eppure per tutto il medioevo fu proprio la civiltà islamica la principale ispiratrice di un grande e profondo movimento intellettuale.
Ciò che viene comunemente definito come la “scienza araba” sarebbe più corretto definire “islamica” dato che non ne furono solo gli arabi i principali artefici. Rappresenta anello di congiunzione fra la grande eredità del pensiero antico e l’era moderna. Il pensiero islamico classico è in effetti il frutto di una stratificazione di culture e tradizioni diverse, assorbite dalla civiltà musulmana nel corso della sua espansione adattate ai principi generali della dottrina dell’islam. L’assimilazione di flussi stranieri è stata quasi sempre accompagnata da un adeguamento di tali elementi alla visione islamica complessiva. Nei primi secoli della sua diffusione (sec. VIII-X), una civiltà in rapida crescita come quella dell’islam dovette forzatamente dotarsi di nuovi strumenti in tutti i campi della propria attività. Il nuovo impero aveva visto l’ampliarsi dei confini della fede oltre ogni iniziale aspettativa e in tempi rapidissimi: l’Egitto, la fascia costiera dell’Africa Settentrionale e la penisola iberica ad ovest, la Mesopotamia, l’Iran e l’Asia centrale sino ai confini della Cina e dell’India ad est.
Da tutte le culture con le quali entrò in contatto in questa prima fase della sua vita, l’islam seppe trarre gli elementi utili all’edificazione di una civiltà unitaria, intellettualmente e tecnologicamente sviluppata. L’amministrazione dello stato, le tecnologie militari e civili, il diritto, le scienze, la teologia e la filosofia furono tutte discipline che la civiltà islamica andò costruendo in quei primi secoli, appropriandosi di elementi di diversa origine e fondendoli in una sintesi nuova.
Fra tutte le influenze ricevute, quella ellenistica e quella persiana appaiono come le più rilevanti. L’Islam infatti riunifica sotto la propria egemonia gran parte di quello che era stato il mediterraneo ellenistico, ma al tempo stesso tende a spostare il proprio baricentro più ad oriente, subendo l’attrazione dell’influenza persiana. Il nuovo mondo che ne nasce è composito e multiforme, frutto della fusione fra l’elemento semitico originario, l’eredità della tradizione classica e le influenze orientali. La civiltà islamica del medioevo si affermò in tal modo come un naturale crocevia tra esperienze diverse, occidentali e orientali, amalgamate dai princìpi della fede coranica che fornì l’elemento unificante ad un insieme così eterogeneo.
Halima Mouhaddab, Naoual Nazih
bellissimo post secondome è molto interessante questo argomento ed è molto bello sapere qualiinfluenze ha avuto l'Islam
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