IL MIO RITORNO A SCUOLA

IL MIO RITORNO A SCUOLA


Dovrei essere contenta di tornare a scuola? Sinceramente non lo so.

È più o meno da un anno che siamo costretti a fare rinunce su rinunce, con la speranza che tutto questo finisca in fretta. Ci è stata tolta la possibilità di uscire, di avere relazioni, ma soprattutto siamo stati costretti a imparare ad usare la tecnologia diventando dei tecnici dei computer per riuscire ad ascoltare ore e ore di lezioni davanti ad uno schermo, vedendo oltre ai nostri compagni un po’ sfocati e un po’ impallati, solo e unicamente noi stessi dal riflesso del computer lontani da tutti gli altri.

 Ho imparato ad avere una routine tutta mia e onestamente mi ci sono abituata. Direi una bugia se dicessi che mi sveglio presto per preparami per far vedere agli altri che ci tengo al mio aspetto anche alle prime ore del mattino, il pigiama ormai fa parte di me e con qualsiasi altra cosa addosso mi sento spaesata come se non avessi mai indossato altro che il pigiama. La verità è che mi sveglio se va bene, venti minuti prima delle mie lezioni e ogni volta mi presento davanti alla webcam con i capelli tutti arruffati e il viso ancora da lavare e perché no ogni tanto mi butto addosso pure una bella coperta così da essere mentalmente ancora nel mio letto caldo. 

Tra spiegazioni, interrogazioni, minuti di pausa e si anche qualche biscotto tra una cosa e l’altra ho imparato a gestire la scuola a modo mio, e dover tornare a scuola mi spaventa mi stranisce e al tempo stesso mi provoca un briciolo di felicità. Dopo mesi siamo costretti a ricambiare le nostre abitudini, dobbiamo tornare a scuola, ma questa volta è diverso. Non c’è l’euforia come quando torni a scuola dopo tre mesi di vacanze, dove non vedi l’ora di rivedere i tuoi compagni per raccontargli cosa ti è successo durante tre mesi che, apparentemente sono cortissimi ma che così non è. Dobbiamo tornare a scuola con la paura di portare a casa questo mostro che non ci lascia più stare, ma anche con il dispiacere di non poter abbracciare nessuno perché tale gesto sembra diventato un peccato. Non mi spaventa dover indossare la mascherina per cinque ore, ormai mi ci sono abituata, mi spaventa tornare e non saper più cosa vuol dire stare a scuola. Ho paura di non essere più in grado di tornare alla normalità, o forse è proprio la normalità stessa che mi spaventa. Ho paura di confondere i giorni in cui devo veramente andare a scuola e quelli in cui devo fare lezione da casa, mi spaventano tutte le interrogazioni a cui dovrò sottopormi ma al tempo stesso però primo o poi dovremmo tornare alla normalità, anche se penso che la normalità ora sia questa. 


Rachele Mangionello


Commenti

  1. Non dimenticate di firmare gli articoli. Suppongo tu sia Rachele.

    Hai reso molto bene la sensazione di smarrimento in cui ci troviamo tutti. Dovremmo essere tutti felici di tornare fisicamente a scuola, ma è evidente che non sia così, almeno per molti di noi. La scuola che conoscevano non è più la stessa. Tornare a scuola adesso, infatti, vuol dire limitare ancora di più i contatti rispetto a settembre. Siamo sicuramente più scossi di quanto non lo fossimo all'inizio dell'anno scolastico, perché in questi mesi il covid è riuscito a colpire le nostre famiglie, i nostri amici, nonostante tutte le precauzioni, le mascherine, il gel e il distanziamento.

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