DIRITTO ALLA VITA, E' SCONTATO IN OGNI PARTE DEL MONDO?

 Il 25 gennaio di cinque anni fa abbiamo assistito ad un atto orribile verso un nostro compatriota che si recò in Egitto, più precisamente al Cairo, per svolgere una semplice ricerca per la propria università… forse molti avranno già intuito che oggi 25 gennaio 2021 vorrei ricordare la storia di Giulio Regeni.

Giulio Regeni era uno studente di 28 anni che studiava all’università di Cambridge e decise di intraprendere un viaggio verso il Cairo per fare una ricerca sui sindacati egiziani.Giulio va in Egitto e inizia a fare domande alle persone interessate che servivano per contribuire alla sua ricerca; solo che un uomo che va in giro per il Cairo facendo domande indiscrete non viene visto di buon occhio. Infatti Giulio Regeni per un po’ viene spiato di nascosto dalle autorità egiziane e viene scambiato per una spia. Giulio Regeni il 25 gennaio del 2016 avrebbe dovuto incontrare il suo amico Gennaro Gervasio alle 20.30, ma una volta uscito di casa Giulio Regeni non arrivò mai a quell’appuntamento.

Per i nove giorni successivi tutti si occuparono della sua scomparsa, compresi i genitori di Giulio Regeni che si recano direttamente al Cairo per capire cosa fosse successo. Dopo nove giorni di ricerca, più precisamente Il 3 febbraio del 2016, fu ritrovato il corpo di Giulio Regeni.Giulio essendo stato scambiato per una spia fu rapito, torturato e ammazzato. Le torture erano talmente tante che la madre lo riconobbe appena. 

Questa storia ovviamente non è né la prima né l'ultima che si sente, infatti ce ne sarebbero centinaia di cui parlare, ma ho voluto parlare di questa perché cade proprio a fagiolo con il 25 gennaio. Io ho scoperto di questa storia solo poche settimane fa essendo un argomento di educazione civica che abbiamo affrontato in storia.

La storia di questo povero ragazzo mi ha aperto gli occhi… perché cose del genere, qui da noi, sono quasi impensabili. Perché è così che deve essere. Qui si sta parlando di una violazione del principale diritto umano, ovvero il diritto alla vita.La vicenda di Regeni forse mi ha fatto apprezzare un pelino di più il nostro paese, perché non oso immaginare la costante paura di dover vivere in un regime in cui, per la semplice azione di studiare, puoi essere scambiato per qualcuno che non sei e morire per colpa di questo regime che a quanto pare ha qualcosa di grosso da nascondere e ha talmente paura che molte persone innocenti vengono coinvolte perdendo la vita.Speriamo che un giorno sarà fatta giustizia per Giulio Regeni e per tutte le altre persone che ci hanno rimesso con la loro stessa vita per essere state scambiate per quello che non erano. 

Commenti

  1. Noi durante la lezione di storia ne abbiamo parlato molto di questo argomenti, infatti mi ritrovo molto in tutto quello che dici.

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  2. Penso che ricordare questo avvenimento come hai fatto tu dimostri una grande sensibilità; quello che è successo a questo ragazzo ci deve far riflettere anche sulla fortuna che abbiamo, come hai detto tu, di vivere in un luogo dove non devi avere la costante paura di essere scambiato per qualcuno che non sei.

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  3. Quello che è stato fatto a Giulio è agghiacciante, e purtroppo le atrocità e le ingiustizie del governo egiziano non finiscono qui. Da quasi un anno, per esempio, anche un altro giovane ricercatore (stavolta egiziano), Patrick Zaki, è detenuto nel carcere di Tora per propaganda sovversiva, cioè per aver scritto una tesi sull'omosessualità mentre frequentava un master all'università di Bologna. L'articolo offre una sintesi chiara e semplice del caso Regeni. Lo farò leggere in prima liceo.

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  4. credo che parlare di certi eventi faccia capire sempre di più di quanto siano diverse le mentalità nei diversi luoghi del mondo, e apra la mente a tutti i cittadini.

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