A DREAM COME TRUE


Due anni fa ho avuto la possibilità di fare un viaggio in America, più precisamente a Chicago, perché li ho i parenti di mio nonno. Sono partita verso il 10 di Giugno per poi tornare il 13 Luglio. Prima di allora non avevo mai fatto un viaggio da sola e di una lunghezza tele, in totale erano 15 ore. Prima di partire era andata in panico e mi sono messa a piangere perché non sapevo se potessi resistere un mese lontana da casa ed affrontare fatto di essere oltre oceano e a svariate ore da casa. Una volta arrivata però non volevo più tornare perché sono riuscita a visitare moltissimi posti e a passare tanto tempo con persone che mi volevano e bene e a cui io tengo molto. Il luogo che mi ha maggiormente colpito è stato il John Hancock Tower, un grattacielo alto 344 metri in cui si trova sulla cima una struttura mobile attaccata al palazzo che ti permette di calarti vero il basso e vedere ciò che si trova sotto di te tenendoti stretto a delle maniglie, ovviamente davanti a te hai un vetro molto spesso, ma la vista è mozzafiato. Sono andata a visitare il centro della città dove si trova il The Been, una sorta di statua che rispecchia tutti i grattacieli davanti a se, ho visto la statua di Cristoforo Colombo, un museo con all'interno resti di ossa di dinosauri e strutture di dinosauri a grandezza naturale e anche un museo d'arte, questo non mi è piaciuto molto perché non sono appassionata gran che alla pittura. Per non far mancare il fatto che fossi italiana, un giorno piovoso, ho cucinato tutto il pomeriggio la pasta fresca e ragù. In oltre un fatto che mi ha sorpreso, se vogliamo anche molto divertente, è che quando la luce del semaforo diventa arancione nonostante ci siano svariati secondi ancora per passare, tutti si fermano e nessuno azzarda ad attraversare. La cosa mi ha fatto pensare dato che qui in Italia si vedono continuamente persone che si buttano sulla strada per attraversare o macchine che non danno assolutamente la precedenza al pedone quando si trova sulle strisce pedonali. In America invece nessuna macchina si azzarda a passare a meno che il semaforo non si verde. La stessa cosa accade quando si prende l'underground, nessuna persona si azzarda a salire fino a quando tutte le persone sul vagone che devono scendere sono scese. Questa cosa l'ho interpretata come un fatto di educazione e di attenzione che qui in Italia non si ha per nulla. Ho poi inoltre avuto la possibilità di fare una vacanza della vacanza sul lago Michigan per una settimana, dove ho passato anche il 4 Luglio, con tutti i miei parenti. In questo mese mi sono resa conto di quanto velocemente si può apprendere una lingua quando ci si trova in un luogo in cui nessuno parla la tua lingua natale, nemmeno i miei parenti parlavano italiano. La mia lingua la parlavo solo qualche minuto al giorno quando chiamavo i miei genitori o i miei nonni e mi sono resa conto di quanto il mio orecchio si fosse abituato all'inglese, infatti molte volte non riuscivo più a dire la parola che volevo in italiano. Questo viaggio mi ha permesso di diventare più autonoma, nonostante lo fossi molto anche prima; questo perché ero io che dovevo gestire tutto senza avere sempre qualcuno lì con me pronto a risolvere ogni mio dubbio o problema. Consiglio un'esperienza del genere a tutte le persone che ne hanno la possibilità, anche a quelle che magari possono essere titubanti sulla loro conoscenza della lingua e della loto timidezza, perché è veramente un'esperienza che non posso spiegare a parole ma che deve essere provata sulla propria pelle: ancora oggi a pensarci mi viene la pelle d'oca.

Martina Bernabei

Commenti

  1. Questo articolo rispecchia appieno la tua personalità curiosa ed entusiasta. Mi hai fatto ripensare alla mia esperienza in Inghilterra durante l'Erasmus universitario. :)

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  2. Bellissimo il tuo post e si percepisce come questo viaggio ti abbia lasciato un segno.

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  3. Io, personalmente, ho avuto la fortuna di aver viaggiato molto, prima della pandemia, e non sai quanto ti capisco quando dici che questo viaggio ti ha lasciato un segno, perché anche a me succede la stessa cosa, ogni viaggio ha lasciato un'impronta dentro di me.

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