La fiaba delle scarpette rosse


 La fiaba delle scarpette rosse

La storia delle scarpette rosse di Andersen è una delle storie più crudi, ma significative, che siano mai state scritte; ce l'avete presente? nel caso questa è la fiaba.
C’era una volta una bambina molto povera costretta ad andare in giro scalza, una ciabattina del villaggio le regalò due scarpette rosse, ma il destino vuole che le riceva il giorno della morte della madre e le indossa il giorno del funerale. Una signora passa di là e decide di adottarla dandole nuovi vestiti e buttando via le scarpe.
Crescendo la bambina diventa molto bella, ma anche molto vanitosa. 
Un giorno viene in visita della sua città la regina, e la bimba rimane molto affascinata dalle scarpette rosse indossate dalla principessa, molto più belle di quelle fatte dalla ciabattina e ne desiderò un paio identiche.
La madre adottiva gliene comprò un paio identiche per la cresima. 
In chiesa la bambina non riusciva a pensare ad altro oltre le sue scarpette, e le persone la fissavano sconvolta perché indossava scarpe rosse in una sacra chiesa.
L’anziana signora ordina alla bambina di mettersi le scarpe nere in chiesa, ma lei disobbedisce la domenica successiva, il giorno della sua prima comunione.
Prima di entrare in chiesa, se le fa pulire da un vecchio soldato storpio, che nota ad alta voce come siano delle “belle scarpette da ballo”.
All’uscita della chiesa il vecchio soldato ripete la frase, e improvvisamente la bambina si mette a ballare senza sosta, come se le scarpe danzassero di loro spontanea volontà.
Tempo dopo, la signora si ammala gravemente: la bambina, invece che badare a lei, decide di andare a una grande festa da ballo, indossando le scarpette rosse.
Ancora una volta le scarpe prendono il controllo delle sue gambe e la costringono a ballare senza sosta attraverso campi e valli, giorno e notte, ma questa volta non riesce più a togliersele.
Giunta ad un cimitero, vede un angelo con una spada fiammeggiante che le ordina di danzare per sempre e di vagare di città in città, come punizione per i giovani troppo vanitosi.
Le scarpette la portano presso casa sua, in modo che sappia che la sua madre adottiva è morta, ma poi la costringono a riprendere il suo viaggio.
Un giorno la bimba passa vicino alla casa del boia e lo implora di tagliarle i piedi con l’ascia: l’uomo esegue, ma i due piedini tagliati continuarono a ballare nelle scarpette rosse.

Questa fiaba purché molto triste, cela un messaggio molto importante: La punizione derivante da una vanità troppo acuta e l'esaltazione della bellezza interiore.
Andersen fa trasparire in queste righe una metafora importantissima: il possesso, il controllo del vano su noi stessi.
La nostalgia della bambina però arriva troppo tardi, iniziando a rendersi conto che se non fosse stato per la sua superbia avrebbe potuto indossare delle semplici scarpe nere.
L'obbiettivo di questo autore è quello di educare tramite le favole, nonostante spesso appaiono cruente .
La condanna della menzogna, della superbia, della vanità è la morale che si vuole sottolineare.

Io amo questa poesia perché a differenza delle altre favole, che hanno una morale nascosta, questa la fa capire in modo chiaro ed esplicito anche se un poco brutale.

La fiaba è una fantasia crudele che rappresenta la brutalità e la violenza del mondo in modo paradossale; la fiaba non è un allucinogeno che regala sogni e speranze, ma è uno stimolante per affrontare la realtà.



                                                                                                 Giada nervo 4e


Commenti

  1. Grazie per aver condiviso questa fiaba, Giada. Non la conoscevo. Ti confesso che a me non è piaciuta molto. Non mi piace l'idea che in questa fiaba la vanità sia punita senza appello, al primo manifestarsi, impedendo alla protagonista di comprendere l'errore. La mia fiaba preferita, infatti, è quella della Bella e la Bestia. Lì il principe egoista ha il tempo e la possibilità di comprendere dove ha sbagliato, e alla fine, grazie all'amore, l'incantesimo che ammanta il palazzo e i suoi abitanti, immediatamente, si scioglie. Tra l'altro la fiaba che hai raccontato mi ha ricordato una notizia che avevo letto qualche tempo fa in giro su internet: un caso di isteria collettiva, storicamente documentato, in cui centinaia di persone, originarie dell'Alsazia, iniziarono a ballare senza un motivo, contagiandosi a vicenda. Alcune di esse, dopo mesi di danze, morirono stremate (https://it.wikipedia.org/wiki/Piaga_del_ballo_del_1518).

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  2. Grazie prof per il suo commento, questa è una delle mie favole preferite perché a differenza di molte altre, è molto schietta, infatti è considerata una "favola per adulti" per il modo in cui l'autore si esprime e perché, appunto, non finisce bene.
    Ma il vero finale, raccontato nella vera fiaba, è quello che lei poi riesce a scusarsi con sua madre e la sua madre adottiva, pentendosi di non esserle stata accanto e pensando solamente ai suoi beni.
    Infatti a mio parere è una fiaba che tende a colpirti perché tutti immaginiamo le favole come storie dove hanno sempre un lieto fine.
    Non è una favola molto conosciuta perché non è stata apprezzata da molti lettori, anche se lo stile di scrittura mi ricorda molto quello dei fratelli Grimm, anch'essi non scrivevano storie con un bel finale, ma a parer mio sono quelle che ti educano di più a crescere.

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  3. Anch’io non conoscevo questa fiaba: mi fa pensare alla simbologia del colore rosso. Il rosso è sangue, vita, vivacità, energia, danza e ribellione. Ecco perché la protagonista della fiaba viene punita, ecco perché Cappuccetto Rosso, disobbediente, deve rinascere dalla pancia del lupo per essere rieducata, ecco perché le streghe hanno i capelli rossi... ecco perché quelle belle scarpette rosse sono il simbolo della libertà e della voglia di vivere delle donne... ecco perché quando ho chiesto in regalo a mio papà delle scarpette rosse di vernice, lui me le ha regalate. Grazie a quelle scarpette rosse, mille volte grazie! Senza di voi non sarei quella che sono.

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    1. Grazie mille per la tua osservazione; infatti le scarpette rosse sono collegate al sangue proprio come quelle che sono usate come significato della violenza sulle donne, ma non è solo questo. Non deve essere vista come una cosa solamente negativa.
      Il color rosso è quello della passione e della femminilità della donna, tutte hanno il diritto di rinascere e di farsi perdonare, anche se a volte in modo violento.

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  4. Trovo questa fiaba particolarmente malinconica, ma molto bella, che denuncia la vanità femminile al posto di esaltarla, vedendola come ribellione nonche' qualcosa di negativo.

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    1. Ciò che amo di questa fiaba è proprio questa particolarità, che non sempre la vanità e la superbia sono viste in modo positivo; bisogna saper moderare i propri desideri e non restarne sopraffatti

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  5. Grazie per aver condiviso questa fiaba diversa dalle altre, questa fiaba infatti mostra in modo cruento non solo che a volte bisognerebbe essere più umili,ma anche che non bisogna concentrarsi solo sui beni materiali. La vita infatti è troppo breve per concentrarsi sui beni materiali che non portano a nulla invece che dedicare il proprio tempo alle persone che ci amano davvero.

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