Ogni giorno dopo pranzo mi
posiziono davanti alla finestra del salotto in attesa di qualche segno di vita
al di fuori, sto aspettando un pacco da giorni e ogni volta il corriere passa
davanti a casa senza fermarsi. Ormai ben due settimane fa ho ordinato tre libri
dalla sezione “da leggere almeno una volta nella vita”, questi sono Controcorrente di Huysmans, Il sentiero dei nidi di ragno di Italo
Calvino e Mr. Mercedes di Stephen
King. Non ho mai pensato di avere un gusto letterario o dei criteri in base a
cui acquistare dei volumi, spesso compro libri di generi totalmente diversi
solo per il gusto di leggere perché non credo che un libro possa essere brutto
o bello, può rapirti il cuore oppure no, ma qualcosa ti lascia sempre, anche
Fabio Volo alla fine potrebbe non essere stato inutile.
Oggi mi ritrovo nuovamente con
la testa attaccata al vetro aspettando che passino delle macchine, potrebbe
davvero essere il giorno giusto. Ecco che passa un furgone Bartolini ma non è
sicuramente il mio, il sito da cui acquisto usa le spedizioni SDA; dopo altri
dieci minuti la mia situazione non è cambiata, ma aspetta un attimo… quello è
un camioncino bianco e sta venendo qui! Corro fuori in ciabatte senza nemmeno
infilare la giacca, fa freddissimo ma sono troppo emozionata per sentirlo,
prendo il pacco e torno nuovamente in casa, afferro le forbici e apro il
cartone.

Decido di iniziare a leggere Il sentiero dei nidi di ragno
perché la copertina Mondadori risalta particolarmente tra le altre, sono le
14:40 del tredici Marzo duemilaventi ma senza nemmeno accorgermene finisco tra
i vicoli di Carruggio Lungo durante la resistenza partigiana. Pin il
protagonista non è un tipo affascinante e carismatico, è un ragazzo sempre alla
ricerca della felicità e della pace e la sua storia è sicuramente commuovente:
il padre marinaio ha abbandonato lui e la sorella dopo la morte della madre e
questa per mantenersi lavora come prostituta dei Nazisti; a causa di questo il
ragazzo non è accettato né dai suo coetanei né dai più grandi, che lo usano per
fare battute e per ascoltarlo cantare senza in realtà curarsi mai di lui.
Quello che a mio parere differenzia Pin da tanti altri è la sua
inconsapevolezza, che a volte lo porta a rischiare fin troppo; difatti, un
giorno incontrò alla locanda Comitato, un capo partigiano, che lo istiga insieme
agli altri grandi a rubare la pistola P38 al tedesco che incontra sua sorella
regolarmente, Pin la ruba e dopo averci giocato un po’ decide di sotterrarla
vicino ad un torrente, dove il giovane va spesso a rinfrescarsi le idee e a
isolarsi dal mondo. Dove fanno i nidi i ragni nessuno lo sa e questo per Pin
diventa un luogo sicuro che più di tutti rappresenta casa, penso che ognuno di
noi abbia bisogno di un posto simile, al giorno d’oggi siamo abituati a non
stare mai da soli quando invece è utilissimo, avere un locus amoenus permette
di fare chiarezza non su quello che abbiamo attorno, ma su ciò che abbiamo
dentro, io come il protagonista di questo libro ho un luogo segreto nel bosco
vicino a casa dove amo andare a leggere o ad ascoltare musica. Quando ti trovi
in questa zona di comfort non sono più importanti gli errori che hai commesso,
conta solo chi sei e chi vuoi essere; Pin non è un orfano, tantomeno un fallito
e un vigliacco, è un ragazzo con tanta voglia di redimersi e si evince bene dal
cambio di tono di Calvino nel descrivere questo paesaggio incantato, che non
giudica affatto, anzi conforta il protagonista. Un’altra personalità
fondamentale del racconto è Cugino, un disertore che porterà Pin ad unirsi al
distaccamento partigiano di Diritto, la narrazione dei fatti è così incalzante
che non ci si riesce a stare dietro. I partigiani non sono eroi, sono uomini
comuni, a volte cattivi altre docili o impauriti, hanno spesso i pidocchi e non
sempre riescono a mangiare, sono lì tutti per motivi diversi, pochi o nessuno
per l’amor di patria. Questi adulti non sono come gli altri, riescono ad
accettare Pin, seppur con modi molto sgarbati, chi più chi meno impara a
volergli bene; questo gruppo un po’ trasandato affronterà numerose avventure,
con perdite dolorose e tradimenti ma senza mai abbandonare la voglia di stare
uniti e di vivere. I giovani all’epoca avevano due scelte davanti: entravano a
far parte delle Brigate Nere oppure diventavano partigiani. Pin in un primo
momento tende più a unirsi ai fascisti, anche perché la sua esistenza sarebbe
stata molto più semplice, però dopo l’incontro in prigione con Lupo Rosso, un
famoso guerriero partigiano, decide di scegliere la strada più complicata e la
sua vita da quel momento acquisì un valore che non pensava avrebbe mai avuto,
il ragazzo per la prima volta capisce di poter avere uno scopo, comprende che
anche lui è utile al raggiungimento della libertà e che non è un vagabondo. Non
ci sono modi sbagliati di accettare le coincidenze della vita, spesso ci fa
paura guardare le cose a trecentosessanta gradi quindi ci fermiamo alle mezze
verità, Pin di paura ne ha così tanta che spesso si mette sulla difensiva,
ferendo anche coloro che tengono a lui. Il rapporto di Pin con la Resistenza e
i partigiani è travagliato e titubante, la maggior parte delle volte i contrasti
che si creano sono a cause delle mancanze di Pin, è chiaro come questo aspetto
ancora una volta sia totalmente attuale; spesso, in effetti, le persone tendono
a scaricare le proprie problematiche sugli altri per non colpevolizzarsi, sarebbe
bello che ognuno prendesse consapevolezza dei propri errori e questo è l’ennesimo
insegnamento di Calvino.
Sono le 20:13 e ho concluso
l’ultimo capitolo, ho divorato ogni pagina come se fosse l’ultima e non ho mai distolto
lo sguardo dal libro, penso che ci sarebbero così tante cose da dire che
rischierò di aver scritto tanto senza aver detto nulla. Oggi ho imparato che
non bisogna mai arrendersi quando le vita non è perfetta, perché non lo sarà
mai, Pin nell’ultima scena del romanzo torna dove fanno i nidi i ragni dopo
essere fuggito dalla sorella con la sua P38 e lì incontra di nuovo Cugino che
capisce essere il suo unico amico da sempre. Ecco di cosa dobbiamo tener conto
nella nostra vita, delle persone che abbiamo attorno realmente interessate a
noi, non sempre essere circondati da molti amici ci rende veramente al sicuro
dalla sofferenza, sta nel trovare il vero amico la difficoltà, ma una volte
trovato, come Pin, noi potremmo dividere il nostro dolore con un’altra persona
senza nemmeno doverne parlare. Spero che tutti possiate trovare un Cugino nella
vostra vita e che d’ora in avanti prestiate attenzione a dove fanno i nidi i
ragni, io i miei li ho trovati!
Giorgia Gianasi 4el
Ho letto "Il Sentiero" di Calvino all'università, per un esame sulla letteratura di guerra. Mi piacque moltissimo, anche se gli preferii "Dalla parte di lei" (Alba De Céspedes). Mi piace lo schema sandwich del tuo post, Giorgia, con al centro le osservazioni legate al libro letto, tra due due fette di quotidianità all'inizio e alla fine. Ci sono un sacco di spunti nel tuo articolo: la necessità per ciascuno di trovare il proprio posto sicuro, per rintanarsi quando fuori è caos, dolore, incomprensione; la bellezza della solitudine, quando però si ha un buon rapporto con sé stessi, oppure abbiamo risorse creative che possiamo attivare autonomamente; la difficoltà di riconoscere le persone più importanti per noi. Importanti non per soddisfare il nostro egoismo, arrivismo, la nostra smania di sentirci persone importanti che frequentano gente popolare. Mi riferisco alle persone che ci amano, e che spesso quanto più ci amano, tanto più escludiamo dalla nostra vita, perché tanto sappiamo che possiamo sempre contare su di loro, oppure perché siamo abituati a credere che abbia più valore un'amicizia che si conquisti col sudore. Avete presente?
RispondiEliminaProbabilmente è perché non ci accontentiamo mai, tendiamo a trascurare anche le persone che abbiamo attorno quando c'è una novità da scoprire. Spesso risulta egoistico ma per quanto mi riguarda penso che sia meraviglioso essere curiosi. La difficoltà sta nell'evitare proprio il discorso fatto da lei! Quindi sta nel fare esperienze nuove e conoscenze diverse senza accantonare le persone che amiamo. Sinceramente non so ancora come si faccia...
EliminaHai esaltato questo libro come se fosse tuo, esternando le emozioni che ti ha trasmesso, provocando la voglia di leggerlo. Io l'ho già ordinato
RispondiEliminaHo letto questo post tutto d'un fiato, perché sei riuscita a trasmettermi quella passione che tu hai trovato in questo libro.
RispondiEliminaÈ bellissimo come hai raccontato la tua attesa per l'arrivo di un libro appena comprato...come se stessi aspettando un vecchio amico. Condivido l'emozione che ti pervade quando, dopo molto tempo, finalmente puoi leggere il libro tanto atteso.
RispondiEliminaSei riuscita a farmi entrare nella tua storia come il libro ha fatto con te.
Hai raccontato questo libro in maniera intrigante e più andavo avanti a leggere più non vedevo l'ora di vedere come tutto andasse a finire. Sei riuscita a coinvolgermi tanto nonostante io non ami molto leggere.
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