Come il (neo)femminismo favorisce la retorica sessista


In questi ultimi anni è possibile notare come il movimento femminista stia prendendo piede all’interno della nostra società. Dal punto di vista storico è impossibile negare la sua importanza, difatti ha permesso alle donne di far sentire la propria voce e di rivendicare tutti quei diritti che prima non erano loro concessi, a partire dal diritto al voto fino alla possibilità di abortire o di divorziare. Per di più è doveroso ricordare come in Italia fino al 1981 vi era una norma, denominata “Delitto d’onore”, che legittimava l’uccisione della propria coniuge in caso di adulterio. Ciò era consentito a livello giuridico poiché si riteneva che il tradimento del proprio marito costituisse una sorta di offesa all’onore di quest’ultimo; un’offesa tanto grande da esser punita attraverso la morte. Di esempi simili a questo ce ne sarebbero vari e ancora oggi le donne si ritrovano in una posizione svantaggiata rispetto agli uomini, soprattutto a livello socio-culturale.
Seppur la nascita e la diffusione del femminismo abbiano apportato delle modifiche considerevoli, non possiamo ancora affermare di vivere in una società non contaminata dal patriarcato. Come detto precedentemente, in Italia (così come in tanti altri Paesi) la donna non gode delle stesse possibilità e della stessa rilevanza sociale di cui invece l’uomo è beneficiato. Questo non fa altro che dimostrare come la strada per il raggiungimento della parità dei sessi sia ancora lunga; non è detto però che il femminismo, perlomeno quello odierno, sia il mezzo giusto da utilizzare.
Il motivo principale è costituito dal fatto che nonostante la disparità di genere vada per lo più a svantaggio del sesso femminile non significa che quello maschile non ne risenta sotto certi aspetti. Anch’esso è vittima del patriarcato e di tutti quei costrutti sociali che ne derivano, come per esempio: l’uomo che per essere accettato dalla società e non subire discriminazioni deve apparire virile seguendo dei veri e propri canoni di bellezza, oltre che comportamentali, o anche il semplice e apparentemente banale gesto di dover pagare il conto durante un appuntamento galante con una donna. Senza contare la colpevolizzazione a cui gli uomini sono soggetti e che innumerevoli volte viene messa in atto da parte di coloro che si professano femministe. Per colpevolizzazione, in questo particolare caso, si intende l’attribuzione di una “colpa” a discapito degli uomini in quanto individui appartenenti al genere maschile e di conseguenza in quanto simili di coloro che hanno fatto si che le donne venissero discriminate e di coloro che lo permettono ancora oggi, ma non solo.
Per rendere più chiara l’idea in seguito potete leggere la parte di un post di una pagina femminista:

<<Gli uomini che urlano a tutti i venti che sono per la parità e quindi “not all men” devono riconoscere che la parità sarà raggiunta il giorno che nessuna donna avrà più paura di subire nessuno di questi crimini commessi da persone del sesso maschile e perché questo succeda c’è bisogno di cambiare la cultura. 
Le donne da sole non ce la possono fare se gli uomini continuano a IGNORARE il problema. […]   Siamo inca**ate e stanche, e non abbiamo più paura di dimostrarci inca**ate, perché uomini che non sono in grado di riconoscere la legittimità della nostra incazzatura non vogliamo vicini a noi. È necessario che siano loro a sentirsi in imbarazzo per quello che stanno facendo i loro pari e muoversi NON per dire “non è colpa mia se un altro stupra”, ma invece per far sì che nessun uomo commetta violenza contro le donne mai più e che non ci sia mai più bisogno di discutere su “not all men”.>>

-Tratto dalla pagina Instagram: caraseimaschilista

 

Sia chiaro che nessuno desidera mettere in dubbio i dati oggettivi riguardanti la violenza sulle donne, le vittime di femminicidio o ancora i casi di molestie sessuali, fisiche e verbali che molte donne hanno subito e subiscono ogni giorno. A non essere adatto e giustificabile è il metodo di approccio di cui alcune femministe fanno uso. Affermare che ogni uomo debba sentirsi in imbarazzo e in colpa per ciò che altri uomini hanno commesso non fa altro che screditare un intero genere per gli errori di alcuni individui. Paradossalmente è come se ognuno di noi dovesse assumersi la colpa degli omicidi che ogni giorno avvengono, unicamente per il fatto d’esser umani. Inoltre così facendo viene alimentata la discriminazione e la disuguaglianza tra generi, ossia ciò che esse stesse cercano di combattere.
Questo è solo un piccolo e banale esempio. Anche per quanto riguarda la stampa si sono verificati dei casi di vero e proprio sessismo nei confronti degli uomini; alcuni degli articoli più noti sono:

La gelosia non uccide, gli uomini sì”, del giornale La Repubblica. Articolo rimosso poco dopo la sua pubblicazione per via dello scalpore che aveva suscitato. Già dal titolo è possibile notare la natura sessista di quanto era stato scritto. Come se ogni uomo dovesse essere tacciato per via della possessività che spinge molti soggetti a uccidere.

Elogio di Obama alle donne: «Il mondo sarebbe migliore se governato da loro»”, pubblicato da Il Messaggero. Il problema di questo articolo sta nell’affermare che le donne sarebbero delle Leader migliori solamente per il fatto di appartenere a un determinato genere. Ma chi avrebbe mai osato affermare il contrario senza correre il rischio di essere (giustamente) additato come maschilista? La risposta è piuttosto ovvia: nessuno. Allora per quale ragione affermare che le donne siano migliori non è motivo di discussione?

Benvenuti nella retorica del femminismo odierno, in cui per porre fine allo squilibrio tra generi e favorire la lotta per l’emancipazione femminile viene mediaticamente screditato il sesso opposto e favorito il sessismo di cui si è sempre servito il patriarcato.

Questi sono solo alcuni dei punti e degli esempi che potrebbero esser fatti, ma che riassumono in modo conciso una realtà celata dal perbenismo che vige in questo periodo. L’invito è dunque quello di informarsi e di dar vita a un proprio pensiero critico, evitando il più possibile di cadere nella trappola dell’odio e dell’estremizzazione, i quali nel corso della storia non hanno fatto altro che danneggiare profondamente ogni società, compresa la nostra.

Commenti

  1. Mai sentite parole più giuste, il femminismo ai nostri tempi non è più far valere i propri diritti per arrivare ad avere parità di genere, ma ora è supremazia femminile allo stato puro.

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