È davvero strano pensare oggi a che periodo della nostra vita stiamo vivendo, a come il mondo sia totalmente cambiato, cosa stiamo attraversando e come lo stiamo facendo .
Ti svegli un giorno e all’improvviso niente è più come prima , tipo in “L’alba dei morti viventi” , quei poveretti mica si aspettavano che sarebbero stati assaliti da un’intera schiera di Zombie .
E io non mi aspettavo tutto ciò . Se qualcuno qualche anno fa mi avesse anticipato tutto questo sicuramente non ci avrei creduto, non me ne sarei preoccupata, mi sarei semplicemente detta: “ andiamo in tempi come questi cosa vuoi che succeda?! , mica è come in passato che certi virus si impossessano della tua vita! Abbiamo la scienza , il progresso!” E sí, avrei davvero sbagliato, una delle poche volte in cui successivamente avrei ammesso di aver avuto torto.
Ma pure se mi avessero avvisata sull’arrivo di questa pandemia cosa avrei dovuto fare? Non avrei comunque avuto modo di prepararmi psicologicamente prima, non è esattamente come uno dei miei tipici “programmi per affrontare la settimana scolastica”, che poi comunque puntualmente non avrei rispettato.
Questo virus, il Coronavirus, si è preso gran parte della nostra vita, o meglio , si sta prendendo attualmente gran parte della mia adolescenza, così come a molti di noi, siamo diventati giochi di simulazione nelle sue mani.
Ha cambiato radicalmente tutto , niente più i soliti apertivi, cene, feste , niente più contatti stretti con i propri amici, ha inserito infinite barriere tra di noi e le persone che in realtà vorremmo al nostro fianco ora più che mai.
Ad un certo punto di questa situazione mi sono accorta di quanto mi mancasse la vicinanza fisica, un elemento che prima sicuramente davo per scontato, come presumo molti di noi. Mi sono accorta di quanto desiderassi quegli abbracci che molto spesso non davo per il semplice motivo del “ Vabbeh tanto la/lo vedo domani” o ancora più semplicemente per la stupida idea del non volermi mostrare poi così tanto affettuosa.
Non ho mai dato importanza a gesti come ballare l’uno accanto all’altro senza timore, stare a dormire a casa di un’amica in 5 in un solo letto, una sopra l’altra, senza preoccupazioni, passare il pomeriggio con i miei nonni, condividere cibo e bevande senza neanche il pensiero che un qualcosa potesse compromettere un’intera vita.
Erano tutti comportamenti che ritenevo “normali” e che ora sono diventati un lusso.
Ora cos’è esattamente la normalità? Le mascherine ? L’avere il riflesso involontario di mantenere sempre e comunque il metro di distanza dagli altri? Non abbracciarsi e baciarsi? Ma più che altro per quanto ancora sarà ritenuta questa la nostra “nuova normalità”, la nostra “nuova vita”?
Forse è questa la mia preoccupazione maggiore,
non riavere più indietro la mia vecchia vita , quella che ritenevo monotona, quella che non mi piaceva poi così tanto, ma che solo adesso capisco di quanto invece fosse bella , di quanto fosse mia, perché quella che stiamo vivendo adesso non è NOSTRA, è il modo in cui il Virus ci impone di vivere, è totalmente SUA.
Tutte queste riflessioni si sono sviluppate solo ora che ci sono dentro , no non esattamente io, ma la mia migliore amica , è uscita Positiva e l’ho saputo oggi. Non ci siamo viste per un bel po’ di tempo, quindi esattamente non ne sono coinvolta , ma comunque la vivo come se fosse una situazione anche mia.
Se prima infatti avevamo la minima possibilità di vederci a distanza , ora ciò non è possibile .
Sicuramente non avrà ripercussioni sul nostro rapporto , non so come ma sono sicura che il non vedersi fisicamente , il non sentirsi uno accanto all’altro , in un modo o nell’altro aumenti il desiderio di tornare ad essere più vicini di prima quando tutto sarà concluso .
Sicuramente ora abbiamo anche tutti i mezzi necessari per continuare a mantenere i contatti tra di noi , non voglio neanche pensare se tutto ciò fosse successo tipo nell’800, se adesso i messaggi arrivano in pochi secondi, in quel periodo , con la fortuna che ho, le mie lettere si sarebbero addirittura disperse! Li si che i rapporti non avrebbero preso una buona piega…
E invece abbiamo la fortuna di poterci messaggiare a tutte le ore del giorno, vederci in videochiamata per simulare ciò che avremmo fatto se avessimo potuto incontrarci , mandarci milioni di audio per ascoltare comunque le nostre voci, abbiamo il modo di viverci ugualmente.
Eppure nonostante tutto ciò sento di stare perdendo pezzi importanti degli ultimi anni della mia adolescenza ,sarà egoistico da dire, ma non la sto vivendo come avrei voluto e certe volte ciò mi fa davvero arrabbiare.
Ma poi alla fine penso che non c’è un qualcuno di particolare con cui potersi infuriare , qualcuno a cui poter urlare che non è giusto ciò che sta facendo, no non c’è . È un po’ come quando la morte si porta via persone a te care , cosa ci puoi fare? Piangere , urlare , disperarti , non rassegnarti dell’accaduto , ma poi? Poi niente , poi va così , è successo . Ci rimane da continuare ad andare avanti, ci resta da proseguire questo periodo e di farlo nel modo corretto, anche solo per far capire al Virus che lui potrà anche essere un Dittatore stratega , ma che noi siamo tremendamente ed esageratamente testardi e competitivi .
Che poi alla fine se penso a come sarà dopo questo finimondo non è male , mi immagino una vita migliore, o meglio, la stessa vita di prima, quella che avevamo la fortuna di condurre ma che non abbiamo mai sfruttato nel modo corretto.
Sento già il rumore di tutte quelle feste a cui non vorrò mancare , anche al costo di imbucarci in gruppo, alla fine chi vuoi che si accorga di 10 persone in più !
Inoltre sento già il calore di quei pomeriggi a casa con le mie amiche sul divano, quei pomeriggi che tanto amavo e che passavamo a parlare di qualsiasi cosa ci passasse per la mente, con il rossetto ben visibile però e non con la mascherina .
E poi naturalmente sento già il sollievo del mio cane che non dovrà più subirsi il mio continuo disturbarlo, si lui sarà davvero felice .
Mi sento un po’ come una sposa al giorno prima del suo matrimonio (anche se non penso mi sposerò mai!), provo un’ansia mista ad adrenalina che a sua volta va a mescolarsi con la mia enorme impazienza , ma da come ho imparato, naturalmente l’attesa fa aumentare il desiderio .
In tutto ciò , mi sono accorta di quanti pensieri fluttuino nella mia mente in questo momento o, in generale, in questo periodo . Il Coronavirus è un argomento di cui ad oggi se ne parla quotidianamente, eppure con sempre nuove infinite riflessioni su di esso . Così tante cose da dire , così tante cose da esprimere, che neanche un post di 18000 battute ( spazi compresi ) all’interno di un blog ha la capacità di poter sintetizzare.
O almeno io non ne sono capace . A volte penso ancora di star vivendo un qualcosa di surreale, una realtà alternativa , come fosse un sogno . E vorrei davvero svegliarmi presto da tutto ciò.
In conclusione, comunque , un lato positivo in tutto questo stranamente riesco a vederlo, mi sono resa conto di quanto sbagliassi nel dare tutto per scontato, di quanto la vita sia imprevedibile e di come le cose vadano colte sul momento e vissute prima che sia troppo tardi. Si esatto mi serviva proprio una pandemia globale per capire certe cose, a volte è davvero veritiero il detto “Non ti rendi conto del valore di una cosa finché non la perdi”.
Anna Savino .

Bellissimo post Anna. Penso che tutti i tuoi compagni possano riconoscersi nella tua rabbia, nell'impazienza di tornare alla normalità. Mi auguro che lo leggano in tanti, per apprezzare la spontaneità della scrittura e il valore di questo blog, come punto di ascolto, cassa di risonanza delle vostre emozioni.
RispondiEliminaComprendo il vostro disagio. Anch'io, per ragioni completamente diverse, ho vissuto un'adolescenza "al chiuso", e ho sofferto per questo. Mi viene da pensare che ci siano migliaia di ragazzi che hanno vissuto, vivono e probabilmente vivranno le stesse sensazioni di isolamento anche quando sarà tutto finito, a causa di handicap personali, problemi di salute o altre difficoltà. Dopo il Covid, mi piacerebbe che non ci dimenticassimo di chi è meno fortunato di noi, di chi non potrà comunque uscire di casa e avrà bisogno di noi, della nostra vicinanza, quando noi saremo finalmente liberi.
Vanno benissimo anche le etichette. Non dimenticare di leggere e commentare i tuoi compagni sul blog.
Mi ritrovo molto in quello che hai scritto e nelle sensazioni che provi, mi manca molto quella che una volta era la nostra vita normale e che ora ci sembra così tanto lontana da noi. Avendo provato io sulla mia pelle cosa significhi avere il covid, sono sicura nel dire che sarà una situazione che non ci dimenticheremo facilmente anche quando sarà tutto finito.
RispondiEliminaPenso che sei stata una delle poche ragazze a scrivere perfettamente.
RispondiEliminaOttimo lavoro complimenti